la follia degli uomini liberi
al manicomio di napoli deportarono filosofi artisti
ballerine una violinista un avvocato
al maniconio un ragazzo che amava i profumi
per correzione di una presunta devianza
una donna che morsicò un agente
mentre era in lite col marito ubriaco
una madre si rinchiuse per assistere due figli reclusi
un grande matematico ne entrava e ne usciva
per isolarsi volontariamente o per ordine del regime
lunghi corridoi grate alle finestre
vagavano sguardi muti in corpi che urlavano dentro
o masticavano parole sconnesse
o sputavano dolore e proteste scambiate per deliri
tra poveri oggetti quotidiani e i chiaroscuri indifferenti
urla di ordine sociale e poi urla di pratiche indecenti
silenziate nei documenti negli archivi nelle cartelle
risoluzioni mettendo nel conto il più debole
qui storie di vite spezzate si attorcigliano
da ogni fessura alita fredda crudeltà
poi vengono crocifissi ad un letto di torture
-legali subito!- urla qualcuno
-bombarda la loro vita!- urlano oggi i potenti
-costruisci barriere dove si perdano!-
e nelle trappole si perdono i grandi futuri
continuano in fila i deportati umani
per garantire la follia dei liberi.
Carmela Panariello Franchini


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