
L’ultimo sondaggio di Mentana dà il campo largo in vantaggio di un punto e mezzo sul centrodestra. Potrebbe essere una delle ultime rilevazioni presentate da Mentana, visto che il giornalista ha deciso di lasciare La7 per un contrasto con quella che considera una linea editoriale troppo antigovernativa e anti-Meloni. Intanto il centrodestra è alle prese con la legge di bilancio: dovrà trovare le risorse e fare i conti con i problemi della scuola e della sanità, ancora tutti da risolvere. Qualche baruffa c’è anche tra Forza Italia e Lega, ma credo che alla fine dovranno trovare un accordo, perché i tempi ormai sono stretti.
Il campo largo, intanto, è diventato larghissimo. Aderiscono ormai tredici, quattordici, quindici partiti, a seconda dei giorni e delle circostanze. Si va dai moderati, anzi moderatissimi, di Ruffini e Gabrielli fino alla sinistra di Rifondazione comunista e ai sindacati di base: una grande zuppa inglese. Chissà come faranno ad andare d’accordo quando si tratterà di governare: questo è il grande interrogativo. Conte continua ad attaccare Renzi e ogni giorno pone paletti a Schlein, soprattutto sulla politica internazionale e sulle questioni economiche. Bisognerà vedere come riusciranno a trovare una sintesi. Le primarie sono state fissate per febbraio: ci saranno Schlein, Conte e forse qualcun altro. Vedremo. La baruffa, comunque, continua.
E anche a Milano le cose non sono affatto più chiare. Il centrosinistra non ha ancora trovato il suo candidato sindaco: si parla di Calabresi, Maiorino, La Scavuzzo, ma una decisione non è arrivata. Tutti si dichiarano discontinui rispetto a Sala, almeno a parole, ma resta da capire chi sarà davvero il candidato del PD. Anche nel centrodestra circolano tre nomi e non si è ancora deciso chi sarà quello definitivo. Insomma, parecchia confusione. I cittadini vorrebbero sapere chi si presenterà alle elezioni comunali di Milano, ma per ora devono accontentarsi delle indiscrezioni. Adesso arriverà Natale: magari Babbo Natale, con le renne, ci porterà qualche bel regalo.
Roberto Caputo


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