Camicia di forza subito.
La sinistra va aggiornata. Io mi ritengo liberale. Firmato Bersa.
Chi ha votato NO sarà felice di avere salvato l’Italia dalla dittatura. Ma anche di avere salvato il Cnel e Bersani. Che ha rialzato il capino anzi il capone . Dopo avere in un talk ripetuto una ventina di volte che non vuole lasciare il Paese alla destra come se parlasse nella casa del popolo di Bettola e nelle vecchie sezioni piddine, sostiene che la sinistra va aggiornata e lui si definisce liberale. Ho pensato di chiamare la neurodeliri ma qualcuno me lo ha impedito.
Per non parlare del Dibba e di Giggino.
Perfino nell’algido loden si notano cenni di sgomento.
Hanno fatto male i calcoli. Doveva perdere, sì, ma non così massicciamente. Oppure vincere, ma di poco.
Salvini, che effetto le fa aver votato come Monti. Son due no diversi, son due no diversi. Telefona alla neuro che portino un’altra camicia.
Dunque, chi governerà.. anche dopo ipotetiche elezioni anticipate. Pensioni istituzionali permettendo.
Mentre Beppe fa il capopopolo e perfino insegna come si fa politica.
Sul piatto questo abbiamo. Unterzo un terzo un terzo. Se la destra, tutta tutta, si ricompatta. E di questo dobbiamo accontentarci. I sogni son finiti i sonnambulismi pure. E’ ora del risveglio che per tutti, i SI e i NO, sono emotivamente difficoltosi. E dopo una notte incubosa aprire gli occhi magari dà anche sollievo. Chissà. Se son rose fioriranno, altrimenti, lacrime a gogo.
E allora mi ricarico di autostima e rimpiango amaramente per non avere espresso con autorevolezza sufficiente il dissenso, per non avere insistito nell’indurre questi signori a non farlo sto referendum. Ma non mi hanno ascoltato.
Il Presidente emerito poteva andarsene a fare il suo ultimo viaggio in tondo al mondo anzichè combinare questo pasticcio. Nessuno ne sentiva il bisogno . E, col senno di poi, per loro, ancor meno. E quanti dindi buttati in momenti di vacche così magre.
Dunque ancora ci aspettano urla sbraiti pugni chiusi o schiaffoni a mano tesa. Coltellate dietro la schiena o spudoratamente anche quardando in faccia l’avversario. O peggio, l’amico.
O tempora o mores.
Intanto Matteo si dimette alle 19. Deponendo dimissioni formali. E lasciando tutti in braghe di tela.
Il resto alla prossima puntata.
Carla Ceretelli

Lascia un commento