La consapevolezza della pessima congiuntura internazionale che incombe, alla quale facevamo riferimento nel precedente editoriale, si va facendo strada e se ne è detto preoccupato persino Berlusconi. Ecco perchè nessuno può più sottovalutare quanto da tempo andiamo dicendo su Pensalibero e che è alla base di ciò che abbiamo discusso e deciso nel corso dell’Assemblea dei laici liberali e socialisti che si è tenuta a Firenze per iniziativa del nostro giornale.
Dal voto non potrà uscire un governo all’altezza dei problemi del Paese: per motivi che non ripetiamo, un po’ per non annoiare i lettori e un po’ perché sono evidenti a chiunque non abbia impegni che lo obblighino a mandare il cervello in villeggiatura.
Avremo un Parlamento scarsamente rappresentativo, formato da uomini e donne devoti alle oligarchie burocratiche che li hanno designati. E le oligarchie, a loro volta, devote ai poteri finanziari e mediatici che le appoggiano, anche in questo tentativo pazzesco e politicamente criminale di tagliare le lingue ed i cervelli dissonanti.
L’unica cosa da fare, per marcare il dissenso, è, secondo noi togliere il massimo possibile di legittimazione popolare ai responsabili di questa degenerazione della nostra democrazia: il PDL di Berlusconi ed il PD di Veltroni. In altre parole, votare loro contro.
Si discute, e lo si è fatto anche su Pensalibero, su quale sia il modo migliore per esprimere questo dissenso: cioè su chi sia preferibile votare. E, ancora una volta, la discussione, nel campo laico-socialista, ne fa emergere tutti i limiti: quelli che hanno determinato la situazione non propriamente brillante in cui queste forze si sono venute a trovare.
In primo luogo: non ha senso discutere se votare socialista o liberale (le due liste laiche presentate). Ed è del tutto fuori luogo storcere il naso sulla candidatura di Lorenzo Conti, (laico autentico e figlio dell’ex sindaco repubblicano di Firenze assassinato dalle BR) nell’UDC. Viene da dire al riguardo che mentre Sagunto viene espugnata, laici liberali e socialisti si perdono in chiacchiere. Si tratta di voti di testimonianza, contro i responsabili di questo sistema, che hanno pari dignità. E Lorenzo Conti ha accettato la candidatura al senato, nelle liste dell’UDC per proseguire la sua nobile e coraggiosa battaglia per le vittime del terrorismo e contro l’acquiescenza dei pubblici poteri verso un mondo che presenta ancora oggi rischi e zone d’ombra. Possiamo benissimo votare per lui al senato ed esprimerci diversamente per la camera dei deputati. Oltretutto, a parte l’estrema sinistra, l’UDC è l’unico partito, fuori delle alleanze per Berlusconi e Veltroni, che ha speranza di riportare seggi al senato e, quindi, mettere in difficoltà il tentativo di instaurare il bipartitismo senza regole.
In secondo luogo: si ripropone la falsa questione se sia meglio combattere questo sistema dall’esterno o dall’interno. In altre parole, se non sia venuto il momento di prendere atto che ormai solo le due formazioni più grosse contano, smantellare tutto il resto, ed entrare nel PD o nel PDL per far valere da dentro le nostre ragioni. E’, appunto, un falso problema. Il perché lo abbiamo appena visto con l’osceno spettacolo della formazione delle liste, nessuna delle quali è passata al vaglio di organi statutari democratici. Nei partiti italiani attuali non vige la democrazia. In nessuno, nemmeno in quelli dell’area laico-socialista. Per cui sarebbe illusorio pensare di condizionare le scelte di Berlusconi dall’interno del PDL o di Veltroni dall’interno del PD.
Marco Pannella ha provato a venire a capo di questa contraddizione, da un lato lasciando entrare nelle liste del PD alcuni radicali e dall’altro inscenando una protesta di cui egli stesso stenta a far capire le ragioni. L’ultimo giapponese, come si è autodefinito, non si è arreso ma intanto è stato fatto prigioniero ed il suo agitarsi assomiglia allo scalciare di chi, catturato, viene portato via.
Ecco perché, necessariamente, se si vogliono far circolare idee e proposte diverse, occorre farlo dal di fuori. Certo scontando il forte ostracismo dei media che a questa situazione si sono di buon grado adeguati quando non hanno contribuito a determinarla.
Ma la lotta per migliorare la qualità della nostra democrazia non è fatta per chi vuole le cose facili.
Nicola Cariglia

Caro Raffaele Mauro e cari altri,
che l’assemblea di Firenze potesse essere l’occasione perchè il PS “allargasse le proprie liste al PLLS” è cosa che riguarda qualche rispettabile e incorreggibile affezionato al passato ma che proprio non ci interessa.
Anzi, è venuto il momento di chiarire che le proposte di entrare in lista da parte di importantissimi esponenti del PS non sono mancate. Le abbiamo lasciate cadere con tanti ringraziamenti. Dovrebbe infatti essere chiaro a tutti, perchè lo abbiamo ripetuto una infinità di volte, che il nostro obiettivo è una nuova formazione politica da costruire assieme tra tutti i laici e socialisti.
Chi ritiene di essere l’amministratore di un patrimonio, la sigla socialista, grazie al quale pretendere gli altrui servigi, per quanto ci riguarda può continuare a sbagliare da solo.
Sarebbe bene , caro Rafffaele, che l’associazione per la Rosa nel Pugno cominciasse a riflettere sul proprio atteggiamento da Bertinoro in poi. Io penso che una minore acquiescenza alle pretese annessionistiche della componente socialista avrebbe contribuito a correggere tanti errori che già apparivano evidenti. A meno che anche per l’associazione per la Rosa nel Pugno l’idea di una Costituente ampia, FATTA di laici liberali e socialisti e non APERTA ai laici e liberali, fosse solo uno specchietto per le allodole.
Vedo che sul vostro forum vi esercitate molto sul PLLS. Forse sarebbe il caso che dedicaste un po’ di tempo anche a riflettere sui vostri errori.
Con amicizia e stima,
Nicola Cariglia
Ridete, ridete che mamma ha fatto gli gnocchi! M.S.
Riflessione di “Andreas” su Siracusa:
(su http://www.perlarosanelpugno.it
“Io manderei due divisioni sul lato destro, altre due su quello sinistro e poi tagliare i riformimenti richiudendo il vuoto al centro.
Certo però, che se i dadi non ci aiutano perdiamo i carrarmatini negli stati di confine, e questo pregiudicherebbe tutto.
Rimane di prioritaria importanza l’occupazione della rai e del ministero dell’interno.
Ok… sincronizziamo gli orologi…”
Paolo, sai che non sono prodigo in lodi e soprattutto sai che non c’è “captatio benevolentiae” interessata.
E’ semplicemente quello che penso, a prescindere dalla sintonia o meno integrale dei nostri spartiti, che è secondaria.
I sentimenti, la razionalità, la creatività sono tutti elementi positivi in politica, l’importante è assemblarli in un gioco di squadra senza doppioni e con uomini autentici e non taroccati, che si muovono secondo “recita posticcia e falsa”.
E’ vero anche che dobbiamo porci innanzitutto il problema di governare il nostro prossimo futuro, se le nostre radici ci aiutano è bene, altrimenti urge una scrollata per sconfiggere la nostalgia e VIVERE in diretta.
Con la stessa schiettezza ritengo insanabile ed antagonistica la contraddizione con il “camerata” Siracusa, altrimenti poi debordiamo in una deriva opportunista e “ma-anchista” veltroniana.
Francesco A.
Caro Siracusa, non riesco a comprendere bene le ragioni di questa tua posizione. L’assemblea di Firenze poteva essere l’occasione per il PS per allargare le proprie liste ad alcuni esponenti del PLLS ma ciò non è stato e vedo che ciò porta a ricercare le posizioni più variegate.
Ho riportato il tuo intervento su http://www.perlarosanelpugno.it e colgo l’occasione per invitarti a chiarire il senso della tua posizione anche sul sito suddetto.
Sono sempre stato un “attivista socialista” quindi per me è NATURALE impegnarmi a sostenere questo EMBRIONE. Ditemi pure sentimentale!
Lo faccio perché spero abbia i GENII del PS nato nel 1982 e dei grandi padri: Da Costa a Craxi (quanti ne abbiamo avuti: i migliori: eppure non siamo riusciti ad imporci!) e faccia rivivere la grande stagione dei diritti civili, come in Europa e nel mondo democratico occidentale.
Grazie quindi a Francesco Attolico per le belle parole – che mi fanno arrossire. Ma neanche lui è da meno.
Condivido con Marzio Siracusa che la vera battaglia dei laici è in una sinistra emancipata, ma che per costruire la stessa è necessario “…l’azzeramento vero e non veltroniano dei resti dell’egemonia clientelare dell’ex PCI…”.
In questa ottica una fetta elettorale maggioritaria dell’ex PSI ha votato sistematicamente per Forza Italia, perché questa sinistra veltroniana deve perdere.
In questa ottica considero naturale il non voto di laici e socialisti oltre alle schede nulle o alle liste di protesta.
In questa ottica è validissima la posizione di Federico Baldini.
Quanto all’apprezzamento della ferrea disciplina dei sentimenti reputo che, sui sentimentalismi in casa socialista, è il momento di smetterla.
BASTA! Mi sono promesso di non intervenire sul “PS” almeno fino al 14 aprile, ma vedete di non farmi uscire dai sacramenti.
Ritengo che l’opposizione a PD e PDL non possa avvenire negli stessi tempi elettorali. Ora occorre bloccare sul nascere il PD dando il voto al PDL. Poi mentre la crisi internazionale cuocerà finalmente Berlusconi, sfruttare gli spazi che si apriranno a sinistra, e successivamente a destra. Credere di opporsi a PD e PDL votando i quattro gatti laici e le lenze cattoliche non fa che rinnovare vecchi errori, ossia l’inseguimento d’un centro che non c’è più perché la furbizia cattolica non batte più moneta storicamente spendibile. La naturale collocazione dei laici in una sinistra emancipata passa per l’azzerameneto vero e non veltroniano dei resti dell’egemonia clientelare dell’ex PCI. M.S.
Caro Paolo,
sei encomiabile e continuo ad apprezzare la ferrea disciplina ai tuoi sentimenti e ai tuoi ideali. Speriamo che questa divaricazione temporanea preelettorale con qualcuno del PLLS non sia definitiva.
Sinceramente non riesco a capire le ragioni per cui il PS non abbia potuto inserire una persona come te, anche come candidatura di servizio al senato, come prova di buona volontà ad aprire una parentesi di collaborazione con i laici liberali e socialisti.
Non conosco lo spessore dei candidati veneti ma, per come ti conosco, hai cuore e generosità che sono secondi a nessuno.
Comunque prosegui sulla tua strada, senza demotivarti e alla fine raccogli i frutti dell’esperienza.
Ciao e in bocca al lupo!
Francesco
Non so se Boselli abbia fatto tutto il possibile per rendere le liste PS contenitori appetibili per radicali, laici, liberali, socialisti.
A Roma la seconda lista in appoggio a Grillini, che avrebbe dovuto proprio essere il contenitore adatto per affiancare la lista socialista, non è stata presentata per “carenze organizzative”. In molti ci siamo chiesti, e tra questi lo stesso Lanfranco Turci, se non ci sia invece stato un colpevole disimpegno nel timore che questa seconda lista avrebbe portato più voti della lista PS !
Dare un voto all’UDC al Senato in regioni come l’Emilia Romagna è l’unico modo concreto per togliere almeno un senatore al PDL(la stessa cosa in regioni come Lombardia o Veneto per togliere senatori al PD..). Votare ad esempio PLI o PS al Senato non servirebbe a molto. E su questo concetto balene bianche, gialle o verdi non c’entrano nulla, come nulla c’entrano altri discorsi su socialisti, democristiani o repubblicani. Altra soluzione tecnica sarebbe quella di votare Sinistra Arcobaleno ma da repubblicano mi sento più vicino e garantito da Tabacci o Casini piuttosto che da Diliberto o Pecoraro Scanio. Inoltre in Toscana votando UDC al Senato si vota anche per il nostro amico Lorenzo Conti e per le sue battaglie di libertà e giustizia. Un repubblicano mazziniano al Senato come Lorenzo sarebbe una bella boccata d’aria fresca. Non trovate?
Tra le altre cose cosi’ ad occhio se ai voti dell’UDC del 2006 si aggiungessero 100mila voti laici, liberali, repubblicani e socialisti(e pensare che il solo PRI ancora nel 1992 prese 115mila voti al Senato in Toscana..)Lorenzo potrebbe davvero diventare senatore. Ma forse nonostante l’età avete ragione voi ed io sono davvero vecchio: pensate che ancora festeggio il IX Febbraio e la Repubblica Romana!
Caro Baldini,
siamo rimasti assieme ai democristiani 30 anni noi socialisti e ne siamo usciti a pezzi.
Basta, non se ne può più della balena bianca, lasciamola andare lei e il vaticano.
L’Italia deve liberarsi di questa zavorra.
I socialisti con i socialisti.
A me pare che sei rimasto al vecchio che più vecchio non si può.
Caro Federico, contento tu!
Caro Francesco, contento tu!
Concordo in pieno con l’analisi di Nicola. Andando sul concreto penso che tutti i laici, liberali, repubblicani e socialisti liberali in Toscana dovrebbero sostenere Lorenzo Conti e votare e far votare UDC al Senato. Credo che questa sia l’unica vera bella battaglia di civiltà e libertà che valga la pena di essere combattutta in queste elezioni. Perciò spero che ci sia un’iniziativa pubblica a Firenze da parte di Pensalibero a sostegno della candidatura di Lorenzo alla quale parteciperò più che volentieri. Per quello che mi riguarda ho deciso che voterò PLI alla Camera e UDC al Senato. L’UDC perchè rappresenta l’unico modo per togliere un seggio in Emilia Romagna al PDL senza dover votare la Sinistra Arcobaleno. Voterò PLI per vari motivi: perchè mi sembra giusto dare un voto all’unica lista laica e liberaldemocratica presente sulla scheda, per dare un segnale di speranza per un futuro in cui vi possa essere di nuovo una forza laica e liberaldemocratica anche in Italia, per dare un voto all’unica lista presente che abbia davvero un passato glorioso, ed infine per “punire” l’arroganza del PS di Boselli che ha sprecato un’occasione storica e si è comportato nei confronti degli altri laici e liberali come se avesse il 15% invece che l’1% attuale.