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C’era una volta Previti…e c’è ancora

di Marta Ajò

di Marta Ajò | 30 Luglio 2007

Questo Paese è stato sottoposto a molte dure prove e non mi pare affatto che sia in fase di guarigione.
Per questo è fastidioso doversi occupare a leggere, per onore di cronaca e per capire come vanno le cose, quello che capita a Previti.
Un momento, per carità; penso che nessuno di noi sia forcaiolo e voglia vedere decapitare teste in piazza, quindi è giusto che ciascuno abbia la possibilità di difesa, anche per chi come lui di giustizia se ne intende ed ha saputo servirsene.
Ora, povero Previti, sembra essere un tranquillo signore anziano (visto che vogliono cambiare la generazione delle cose pubbliche) che siede in Parlamento non per continuare a percepire oltre 14.000 euro al mese di stipendio da anni, né per continuare a tenere i contatti utili e decisivi per lui
.
Sono lontani i giorni in cui cavalcava le onde del mare nostrum sulla sua barca (una panfilo a onor di cronaca), dove era molto invitato Berlusconi e famigli.
O di quando si poteva vederlo felice di poter mostrare il parco della propria villa all’Argentario, che avrà fatto sbavare più di qualcuno.
Ma il potere, uno status sociale, politico ed economico, non devono necessariamente essere compromessi solo perché siamo invidiosi e la giustizia deve essere Giustizia, sennò saremmo da condannare noi stessi.

La carriera politica di Previti inizia nel ’94 come senatore di Forza Italia, ed in seguito Berlusconi lo nomina ministro della Difesa, mica noccioline come al Bioparco….
Nel ’96 diviene deputato ma viene messo sotto inchiesta per corruzione.
Su questa vicenda, noi lettori, ne abbiamo letto, sentito e visto delle belle!
Personaggi strani, nomi sconosciuti…ci hanno aperto gli occhi verso un sottobosco di inciuci, poteri, favori, corruzioni che faceva tremare.
Il “povero” Previti fu condannato.

L’iter successivo è andato avanti in modo contraddittorio ma, a onor del vero, anche mandando in carcere (si fa per dire; certo non era un detenuto come gli altri…)l’avvocato. Poi arriva la detenzione domiciliare che, secondo qualche lettore, invidioso, non doveva poi essere così male, stante il lusso e gli addetti al suo benessere che confortavano tale esilio.
Beh, facciamola breve e diamo un taglio su questa vicenda che alla fine, sempre in modo poco chiaro, come tutto ciò che l’ha riguardata, Previti viene estromesso dal parlamento.

Visto che noi continuiamo a leggere e sappiamo che non è una fiction, cerchiamo un po’ di verità.
Il “povero” (ma ricco, anzi ricchissimo ) Previti, deve lasciare il posto che ha conservato fino ad oggi a Montecitorio, tra le grida di chi lo difende ed insinua le peggiori cose a proposito del nostro sistema giudiziario.
La maggior parte dei lettori è attenta, ma non ha proprio tutti gli strumenti per chiarirsi le idee e va a tentoni; fa ragionamenti del tipo “quattro più quattro” fa otto.
Allora di sto’ Previti, pensiamo che comunque vada per lui, anche se non potrà più andare alla Camera e magiare un pasto da 90 euro a 9 euro, come trattamento interno per i deputati, potrà comunque ritornare all’Argentario, in quella casa in mezzo al verde dove si domina il mare bellissimo di quel pezzo di costa e veleggiare per mare.
Dove noi per passarci tre giorni decenti dobbiamo lavorare anche più di un mese.
Ma, ripeto, non facciamo gli invidiosi; rimaniamo umani.

Siamo felici che l’anziano avvocato possa passare giorni sereni con la splendida famiglia con cui si fece fotografare sempre per la stessa rivista…di cui sopra.
Pensiamo che sia giusto finire la gogna per chiunque abbia avuto un processo e debba proseguire a vivere di diritto.
Solo ci allarma tutto quello che si è mosso e si muove intorno a questa persona, con la quale, vogliamo ribadirlo? noi lettori non siamo in modo precostituito invidiosi né parziali.

Pubblicato in : Primo piano

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