Quando si abbinano lo stile del pensiero femminile con la letteratura noir scaturisce un frutto dai rari sapori ed altrettanto insolite sfumature coloristiche.
Ciò è avvenuto nel racconto “Only one” di Monica Florio, tratto dall’antologia “Partenope Pandemonium” a cura di Giuseppe Cozzolino (Larcher Editore). Una storia breve ma intensa in cui non si avvertono carenze di tono o approssimazioni. La Florio non narra al lettore ma lo conduce in un percorso da lei costruito, che non fa sentire il limite della narrazione predeterminata. Nello scorrere le righe sembra di partecipare, insieme alla scrittrice, allo svolgersi della storia.
La vicenda, agghiacciante, terribile, inverosimile, si fa leggere tutta d’un fiato. Orrore, ribrezzo, angoscia nascono e si insinuano nel lettore, con un sereno crescendo. Le parole, i concetti, la costruzione narrativa della Florio mostrano una matura architettura psicologica. Essa sembra conoscere perfettamente i meccanismi dell’essere e li espone con lucida elencazione. Più che una storia fantastica, “Only one” sembra essere episodio di cronaca realmente accaduto o che potrebbe avvenire se la società in cui viviamo dovesse continuare a procedere per la sua tragica traiettoria. Da attenta osservatrice degli eventi che caratterizzano la nostra epoca, l’Autrice mostra una saggezza non comune nelle persone della sua generazione.
Il mondo onirico della Florio, non è sogno astratto, inverosimile ed intangibile, ma è costituito da tutti gli elementi che il vivere quotidiano manifesta, tradotti in una veste romanzata apparentemente lontana ma vicina.
Metafora e simbologia, tipici elementi che costituiscono l’esplicazione filosofica, si concretizzano con magistrale maestria, tra le mani della Florio, che li porge, con la sua riservata femminilità, al lettore.
Ed è proprio questa grazia che la scrittrice porta con sé l’elemento caratterizzante del suo porsi al mondo ed al futuro, del comunicare con se stessa come con gli altri.
Lo stile letterario della Florio potrebbe serenamente estendersi in un opera letteraria di maggiore volume e spessore, sebbene nel suo racconto non manchino momenti di alto lirismo comunicativo.
“Only one” è tratto dall’antologia di racconti “Partenope Pandemonium – Storie stregate all’ombra del Vesuvio” (Larcher Editore, 2007), curata da Giuseppe Cozzolino, il co-fondatore di www.napolinoir.it, sito dei giallisti napoletani.
Il volume racchiude racconti firmati da alcuni dei più affermati scrittori mistery, noir e horror napoletani (da Diana Lama a Luciana Scepi, da Maurizio De Giovanni a Ugo Mazzotta, da Renata De Martino a Simonetta Santamaria, da Michele Serio a Sergio Brancato, da Vincenzo De Falco a Giuseppe Celentano) e da autori altrettanto sorprendenti e dalle più svariate provenienze professionali (Bruno Pezone, Lucio Leone, Antonella Carlo, Francesco Velonà, Gianfranco Pecchinenda, Aldo Putignano, Ugo Ciaccio, Mario Natangelo, Salvatore Luca D’Ascia, Gennaro Chierchia, Carmine Treanni, Francesco Caputo).

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