
E pensare che una volta era Bersani che amava definirsi come l’unico vero liberalizzatore dell’economia italiana.

E pensare che una volta era Bersani che amava definirsi come l’unico vero liberalizzatore dell’economia italiana.
Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Una parte del P.D. sarà d’accordo con la liberalizzazione ed una parte non lo sarà, i voti sono da tutte due le parti…………questa sceneggiata chi è vecchio come me, la gia vista negli anni ottanta quando i mobilieri di città volevano che i mobilieri delle cittadine produttrici chiudessero le mostre alla domenica. “le amministrazioni di sinistra delle città capoluogo formarono dei comitati per la chiusura mentre le stesse amministrazioni,politicamente parlando,ddei comuni produttori ne formarono altre per l’apertura e dopo inutili incontri pian piano la cosa passò in secondo piano e fu cosi che non persero neppure un voto……………………….
Da iscritto (coscritto e costretto) ad un ordine professionale da oltre trentacinque anni, a proposito di liberalizzazioni ritengo che per esercitare la professione non sussista alcun motivo per mantenere ancora in piedi questa vetusta organizzazione (creata dal fascismo per escludere gli ebrei dalle libere professioni).
Penso che gli ordini rappresentino comodi strumenti utili soltanto per la professione di coloro che dall’interno li “amministrano”: nelle cariche di presidenti, vice presidenti, consiglieri, consulenti, ecc. Rappresentando, di fatto, i veri primi concorrenti (per la visibilità di cui godono e non solo) di coloro che sono obbligati all’iscrizione per poter svolgere “liberamente” l’attività professionale.
Speriamo che l’antitrust ne prenda finalmente debito atto, facendo amministrare tali organismi (se proprio debbono essere mantenuti a vita e non soppressi come enti inutili) da tecnici esterni assunti con pubblico bando, che non esercitano la professione dell’ordine presso il quale svolgono l’attività, onde evitare forme di concorrenza sleale nei confronti della maggioranza degli iscritti. Esempio lampante di concorrenza: Se il presidente del mio ordine chiede appuntamento urgente col sindaco della mia città viene ricevuto immediatamente. Se la stessa cosa la faccio io, manco mi rispondono. Cari saluti