I cosiddetti “social” sono l’esatto opposto dell’approfondimento.
Pensavamo che internet sarebbe stato una alternativa alla televisione.
Sbagliavamo. Ne è la prosecuzione. La retorica televisiva è assai poco stimolante e non produce idee nuove, processi mentali originali atti a solleticare l’appetito intellettuale delle persone. Così la retorica da “social” – che di sociale non ha nulla – appare come un continuo ripetersi di slogan proferiti dai media. Privi di una base ideale frutto dello studio costante e/o dell’approfondimento. In questo senso il “social” diviene il nuovo luogo comune per eccellenza, che, anziché stimolare il dubbio, stuzzica lo sterile livore di colui il quale ritiene di avere la verità in tasca. Una verità spesso vuota e frutto di idee inculcate dai media o dalla retorica comune.
Temo che il vero deficit di democrazia ci sia allorquando le persone pensano di demandare ai politici, anziché assumersi le proprie responsabilità politiche e decisionali.
Peggio ancora quando le persone, in Europa, pensano che una entità non democratica – in quanto non espressione diretta dei cittadini – come l’Unione Europea possa essere una soluzione ai problemi collettivi.
Non vedo differenze fra ammiratori dell’Unione Europea, ammiratori degli USA e ammiratori di Putin.
Il perché l’ho scritto in innumerevoli articoli.
Chi è anticapitalista, populista nel senso originario del termine e socialista, non può che stare da un’altra parte.
Da quella dei popoli e dei poveri.
Dalla parte dell’Amore e della Libertà.
Se oggi sostengo i comunisti in Italia; i bolivariani, i socialisti, i sandinisti e i peronisti in America Latina; i nazionalbolscevichi e i comunisti in Russia e i socialisti rivoluzionari in Francia, non è per ragioni meramente ideologiche, ma pratiche.
Con la svendita del patrimonio statale, con le successive privatizzazioni selvagge, con l’avvento del capitalismo assoluto e del privato truffaldino, con la decadenza dei costumi, solo un socialismo autentico e originario può porre un minimo di ordine al caos creato da almeno vent’anni e oltre di politiche liberal capitaliste e avventuriste a livello globale.
Luca Bagatin

Vorrei, con questo breve commento, salutare e ringraziare tutti i lettori e i collaboratori di Pensalibero e il webmaster Claudio Tirinnanzi per la pazienza e il lavoro settimanale.
Questa è l’ultima settimana che vi collaboro.
Mi ha fatto piacere concludere questa settimana di collaborazione, dopo credo almeno 10 anni buoni, con l’effige di Garibaldi e con un articolo su Cavallo Pazzo al secolo ventesimo Mario Appignani. Due personaggi storici ai quali mi sento molto legato (e lo stesso Appignani era legato alla figura di Garibaldi).
Mi leggerete, se vorrete, sul mio blog (nel quale vi è anche la notizia, non data da nessun altro media, dell’ennesima manifestazione comunista in Russia, contro una austerità non diversa da quella imposta in tutti questi anni dal’ Unione Europea e degli USA), o su altre testate.
Buon inizio di autunno e buon tutto.
:)