• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Brasile in crisi: Tremore nel governo dopo la dimissione di Sergio Moro

Scontro tra Bolsonaro e l’ex giudice, capo della operazione “mani pulite” brasiliana può costare il posto di presidente della repubblica.

di Ennio Ricanelo | 26 Aprile 2020

San Paolo – Ad un passo dall’abisso, Jair Bolsonaro spara contro il suo governo. Moro rappresenta adesso nel Brasile il nome più affidabile, secondo i sondaggi. Bolsonaro appena fu eletto incaricò il noto magistrato per comandare il ministero della giustizia. Moro accettò, ma chiese al capo del governo totale libertà per scegliere i membri che avrebbero fatto parte dell’ufficio. JB accettò, ma ora la situazione è cambiata di molto. 

Le “nozze” tra loro due sono durate poco più di un anno. Il divorzio è iniziato un mese fa. Quando Bolsonaro decise di mandare via il direttore della Polizia Federale, a quel tempo, il dottore Valeixo, perché “non riceveva informazioni dall’intelligenza della maggiore polizia del Brasile. Soprattutto quelle ‘top secret”, ha dichiarato il presidente. Un grande passo verso l’impeachment, dicono gli esperti.

11:00 – Nella conferenza stampa dell’addio l’ex ministro ha rilasciato gravissime accuse contro il presidente. Principalmente quelle riguardanti l’indipendenza delle indagini, perché secondo Moro, Jair voleva avere sotto il suo controllo tutto ciò che faceva la polizia. 

“Il presidente mi ha detto che voleva, a capo della PF, una persona appartenente al suo staff in modo che lui potesse chiamarlo per aver informazioni dall’intelligenza. Davvero non è questa la soluzione per la Polizia Federale”, continua, “Ieri ho parlato con il presidente e c’è un’insistenza da parte sua. Ho detto che sarebbe un’interferenza politica nelle indagini e lui mi ha confermato che lo sarebbe stato.”, ha sottolineato.

Secondo il magistrato questa interferenza nel lavoro della polizia (che è responsabile di tutte le indagini contro la corruzione) sarebbe un colpo durissimo nella lotta contro il “crimine organizzato”.

L’ex capo della polizia specializzata era un consigliere personale del giudice. Nonostante questo, Moro ha sostenuto che poteva parlare con il presidente per trovare un nuovo nome per l’incarico, ma che doveva aver la sua approvazione ma Bolsonaro (secondo lui) non ha accettato questa soluzione.

18:00 – Bolsonaro è andato ai microfoni per raccontare al paese la sua versione dei fatti. Secondo il presidente, Moro ha scelto la propria gloria invece di scegliere il Brasile, e ha affermato di non aver mai richiesto di bloccare qualche indagine da parte della polizia. Ha scelto di allontanare il direttore della PF perché non aveva una buona relazione con lui, poiché non veniva informato da parte dell’organo federale. 

“Stamattina ad alcuni parlamentari durante una pausa caffè ho detto che ‘oggi conoscerete quella persona che ha un impegno più con sé stesso, con il suo ego che non con il Brasile”, ha continuato dicendo “Guarda, parla tanto che interferisco nella PF, ma vedi, se posso cambiare il ministro perché non posso, tramite la legge, cambiare il direttore della Polizia Federale? Non devo richiedere autorizzazione a nessuno, per cambiare il direttore o qualcun’altro”, racconta Bolsonaro.

Ma il vero shock è venuto quando il presidente si è lamentato su come si sono svolte le indagini sull’attentato da lui subito nel corso della campagna elettorale rispetto a come sono state svolte quelle relative al caso riguardante l’omicidio di Marielle Franco.

“Sarà che intromettersi nei compiti della polizia federale sarebbe imporre o implorare, a Sergio Moro, di verificare chi è il mandante che ha tentato di uccidere Jair Bolsonaro? Alla PF di Sergio Moro importava più il caso Marielle  che non quello relativo al suo capo maggiore”, ha detto il capo del governo.

Bolsonaro ha accusato Moro di voler avere un posto alla Corte suprema brasiliana, e che dopo aver proposto la sua candidatura, poteva mandar via il direttore della PF.

21:30 – Moro ha inviato le sue conversazioni, fatte tramite WhatsApp con Bolsonaro, per smentire le parole del Presidente. Di seguito l’intera conversazione tra i due:

Il presidente inizia con un link del giornale “O Antagonista” che riporta nel titolo: “Polizia Federale sulle tracce di 10/12 deputati Bolsonaristi”. 

Il presidente scrive sotto: Un’altra buona ragione per cambiare (il capo della Polizia Federale)

Moro risponde: Questa indagine è condotta dal ministro della Corte Suprema Alexandre (de Morais)

Le misure sono state richieste da lui, il mandato per le intercettazioni sono state richieste da lui, le ricerche sono state decise da lui. Ci risentiamo dopo le 09.00

Dopo, la deputata Carla Zambelli, principale sostenitrice del governo nel parlamento, ha chiamato Moro tramite WhatsApp per convincerlo a rimanere al suo posto. Vediamo:

Carla Zambelli comincia a scrivere: Per favore ministro, accettate Ramage (nome della persona vicina al presidente).

E vada a settembre alla Corte suprema come ministro. Ti prometto di aiutarti e farò promettere anche JB (Jair Bolsonaro).

Sergio Moro risponde: Cara, non sono in vendita.

La deputata scrive: Ministro, per favore, milioni di brasiliani andranno a cancellare (l’appoggio al governo).

Adesso risponde al messaggio di Moro: Lo so, per Dio, lo so. Se esiste una persona che non è in vendita, questa persona è il Signore.  

Sergio Moro finisce: Dovremmo aspettare, ci sono persone che ora stanno parlando con lui. (per provare a convincere il presidente a tornare indietro nella decisione)

Come possiamo vedere tra i messaggi, Bolsonaro non ha detto la verità sulla questione di Moro e il posto nella Corte Suprema, non è stato richiesto da lui, ma è stato offerto a lui. Adesso il Brasile, oltre alla questione del COVID-19 deve affrontare una crisi politica che crescerà ancora di più.

Enio Recanelo  (dal Brasile)

Pubblicato in : EditorialeTag: brasile, campagna elettorale, capo del governo, conferenza stampa, crisi, dichiarato, governo, intercettazioni, lavoro, misure, parlamento, persone, polizia, soluzione

Info Ennio Ricanelo

Giornalista ed editorialista presso Crônicas Cariocas.
Corrispondente Internazionale di “I Fatti Capitali”
Conduttore ed Inviato speciale dal Brasile presso “La Voce dei Laziali”
Giornalista presso “EuropaCalcio”
Giornalista corrispondente presso “PensaLibero.it”
speacker presso Radio Matilha
Giornalista presso ESPORTESNET (Oficial)
Cronista sportivo presso Fut Paulista

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti