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BOOMERANG CASERTA

Si è rafforzata l’impressione di un esecutivo in panne, incerto sulla strada da imboccare. Pannella ha dato un ulteriore contributo a trasformare la riunione in farsa. Ma sbaglia se pensa di essersi sottratto al giudizio negativo: chi sta al governo non viene giudicato per le trovate ad effetto.

di Redazione Pensalibero.it | 12 Gennaio 2007

Gli “effetti speciali” e i fuochi pirotecnici non ci sono stati: E comunque non hanno sortito l’effetto desiderato. E la due giorni di Caserta ha offerto un’immagine dello stato di salute della maggioranza e del clima politico italiano che più squallida non si poteva.
Ad un vero rilancio non ci crede nessuno di coloro che erano presenti: né i leaders dei partiti della maggioranza, né i ministri che hanno dato vita all’evento “storico” della prima riunione del governo fuori dalle consuete mura di Palazzo Chigi. Al contrario, l’effetto boomerang comincia proprio dalla stessa scelta del luogo dello storico evento: la reggia di Caserta per il governo più pletorico della storia repubblicana che, per giunta, aveva proclamato l’intenzione di aprire una fase nuova nel Paese, caratterizzata da rigore, serietà e competenza dopo il quinquennio oscuro del berlusconismo.
A Caserta di questa palingenesi ormai non è apparso neppure il ricordo più pallido. Tanto meno si è evocata la mitica fase due del governo che avrebbe dovuto renderlo meno indigesto agli italiani, massacrati dalla legge finanziaria. Si è rafforzata l’impressione di un esecutivo in panne, incerto sulla strada da imboccare. Quasi ogni ministro, in cerca di visibilità, ha dato il peggio di se cercando in modo petulante di segnalarsi per le proprie proposte che difficilmente si trasformeranno in atti concreti di governo.
L’unica cosa che si è capita è che l’ala cosiddetta “radicale” non ha niente da temere dall’ala cosiddetta “riformista”, passata dal balbettio al silenzio dopo che D’Alema si è accostato a Rifondazione e Fassino ha rinfoderato i propositi di passare alla cosiddetta “fase due” del governo.
Un discorso a parte per lo sberleffo di Pannella che è riuscito ad attirare l’attenzione dei media con il collegamento pirata con Radio Radicale. E’ stato un ulteriore contributo a far scivolare la tanto strombazzata riunione di Caserta in farsa.
Ma se il leader radicale pensa, in questo modo, di essersi distinto dal resto della compagine governativa, cioè di aver segnalato una sua “diversità”, si sbaglia di grosso.
Chi sta al governo viene giudicato per i risultati; non per i discorsi, né per le trovate ad effetto.

Pubblicato in : Primo piano

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Commenti

  1. Antonio Dani

    13 Gennaio 2007 alle 17:54

    Se a D’Alema si tagliano i baffetti la risatina ironico-intelligente si rivela per quel che è, protervia biliosa. Se a Veltroni si tolgono gli occhiali, si scoprono i due binari in cui il suo cervello a trenino va in su e giù, tanta umanità e tanta sete di giustizia e naturalmente cosa? Ma tanta passione, no! Resta l’onesto Fassino che forse la notte non dorme all’idea d’aver buttato via l’esistenza. Poi c’è Mussi che una volta avrebbe confortato la categoria dei salumieri ma oggi è ministro della ricerca scientifica, e infatti scoprirete fra qualche decennio cari lettori di “Pensa libero” che sta poca differenza tra la salumeria e la ricerca scientifica, un altro mammellone e teatrino dove migliaia di giovani si rovinano nel mito demenziale e cosmopolita della conoscenza infinita e geniale per il bene dell’umanità. Insomma tutta roba di rimpatriata al Quirinale. Poi c’è la Finocchiaro che francamente mi sembra la migliore e ora che sta imbruttendo vorrei segretaria dei DS, solo a patto che riesca e far scomparire per sempre la Turco. Poi c’è…..basta, continuate voi il gioco dei DS. Antonio Dani
    Antonio Dani

    Rispondi
  2. Silla Cellino

    13 Gennaio 2007 alle 10:07

    Penso che tra i tanti giudizi negativi un posto a parte lo meriti D’Alema ed il ruolo pessimo che sta giocando. Si dice che studi da leader, però non lo diventa mai, anche perché un leader qualche idea deve pur avercela; e anche il coraggio di manifestarla e non solo a Condoleezza. Ritengo che tutto questo c’entri (e molto) con la crisi generale dei DS, l’avvilupparsi ed il contorcersi delle correnti e delle posizioni personali dei leader. Qualcuno ha detto persino che si deve fare un nuovo Midas, alleando la sinistra e la destra del partito. Ma ci facciano il piacere!

    Rispondi

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