Libertà di opinione si, ma mica di tutti! Anzi, allarme massimo, da codice rosso. Sta per piombarci addosso, addirittura, “Radio Londra”, ovvero Giuliano Ferrara. Il quale ha un sacco di difetti: è ironico e sa fare ridere; irascibile e sa mandare a quel paese la gente. E poi è perfino molto intelligente e quindi argomenta in maniera non banale; colto e non può essere zittito da chi della cultura si ritiene naturale depositario; discende da nonno liberale ma anche da babbo comunista; e comunista è stato pure lui ma poi, udite udite, è stato con Craxi; addirittura europarlamentare eletto nel PSI tra il 1989 e il 1994. Ne ha combinate più di Carlo in Francia: non contento di essere stato con Craxi, ha stretto un sodalizio con Berlusconi che lo ha portato ad essere ministro di questa repubblica e direttore di Panorama oltre che del Foglio, giornale peraltro da lui fondato con la maggior parte delle azioni intestate alla signora Veronica Berlusconi ed il consiglio di amministrazione presieduto da Denis Verdini. L’unica cosa di cui a nessuno frega un tubo è il ruolo di consulente della CIA, impiego peraltro da lui stesso reso noto con impareggiabili tempismo, ironia e faccia tosta. Ai sacerdoti del politically correct e del presidio democratico dell’informazione, sono altre le circostanze che danno alla testa. Per esempio che Giuliano Ferrara sia anche un po’ troppo bravo ed efficace. Uno così, piazzato dopo il TG delle 20 su RAI1, può diventare una spina nel fianco degli avversari dell’attuale maggioranza.
Dunque, che facciamo? Pari e patta, cioè via Ferrara e via Santoro? Non scherziamo. In questo caso Berlusconi perderebbe 2-0, essendo ormai acclarato che Santoro porta voti al cavaliere. Via, dunque, Ferrara e via oltre a Santoro anche Annunziata e Floris? Sui due piatti della bilancia il peso sarebbe pari, nonostante il paghi uno e prendi tre.
L’unica soluzione non presa in esame è quella di restituire alla TV di stato il ruolo di servizio pubblico.
Una volta gli spazi tv destinati alla politica erano Tribune. Ora ci sono soltanto tribuni.
Tuttocchiali

Un’ occasione in più per non guardare la tv!
Proporrò per il pluralismo in Rai di mettere al posto di Minzolini il bravo Emilio Fede, alla direzione generale ci mettiamo Rossella, al posto di Zavoli il liberale Sallusti, al posto della Berlinguer ci mettiamo Liguori (visto il suo passato di sinistra).
E Minzolini dove lo metto? Brillante idea: a dirigere Il Foglio di Ferrara.
Seguo sempre il mio motto e non mi sbaglio mai: “cambiare tutto affinché nulla cambi”.
Radio Londra viene ora osteggiata perchè si contrappone a Radio Kabul…ma”L’unica soluzione non presa in esame è quella di restituire alla TV di stato il ruolo di servizio pubblico”! Appunto…