Solo Checco Zalone, da comica guardia giurata, sfrontato come solo può essere chi pensa di avere il mondo in mano, arriva con l’auto alla gradinata del Duomo di Milano. E ci arriva in un film. Invece a Venezia alcuni, forse simpatici ma sicuramente arditi, giovanotti sono arrivati in macchina fin a campo San Geremia, passando sempre in auto, sul ponte di Calatrava e sfilando come in autostrada davanti alla stazione di Santa Lucia e facendosi tutto Lista di Spagna. Erano ubriachi. Li immagino guidare tra mascherine e pizzetti. Il Questore di Venezia li ha interdetti ad entrare in città tre anni. Come si fa per lo stadio. Pericoli pubblici a prescindere dalla città. Chissà cos’era scattato nella loro testa. Se c’è un ponte avranno detto, si potrà passare. E d’altra parte nei film con le macchine si arriva fin sotto palazzi storici perché non farlo dal vivo? E poi avranno detto, in cuor loro e sotto effetto di qualche bicchiere in più, se passano autobus e navette e super bus che sembrano piccole metropolitane a fianco del Duomo di Firenze e sotto il Battistero o sotto le due Torri di Bologna cosa sarà mai una macchina in riva al Canal Grande? Avranno pensato forse che di notte si poteva anche fare. Che non c’era l’isola pedonale. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Di questo passo vrum vrum fin sotto san Marco, chi ce lo vieta a sto punto Scandalo auto fin sotto il Duomo in tante città. Qualche hanno fa ci pensarono i leghisti veneti ad arrivare con una specie di autocarro da quasi combattimento fin sotto il Campanile di San Marco e scalarlo come una torre da conquistare. Sembra che la voglia di traffico nelle città storiche sia come la voglia di conquistare torri e cupole basiliche e scalinate. La corsa del traffico di motori fin sotto chiese e monumenti storici fa impressione anche nei piccoli centri storici. Nel film sui vampiri affascinanti si gira in macchina nei vicoli di Volterra dove solo Diabolik potrebbe passare. Nella realtà a Padova fanno passare un turbo autobus a due passi dalla Cappella degli Scrovegni. Per non parlare delle polemiche di Firenze dove da anni si dividono in partiti e fazioni tra quelli che vogliono il super tram tra Battistero e Duomo e quelli che lo vorrebbero lontano. Si dirà: un conto è il traffico privato e un conto i trasporti pubblici. Vero. Ma per le scosse e le vibrazioni che i motori siano privati o pubblici non fa differenza, tant’è vero che anche a Bologna c’è discussione e qualche inchiesta sul fatto di far passare un super tram sotto le già penzolanti storiche Torri Asinelli e Garisenda. Qui ci vorrebbe, al di là dei fatti di cronaca e delle pure intenzioni ambientali, una sana decisione su come trattare i nostri monumenti più belli e preziosi. Se si decide che una certa area del centro storico è pedonale, vivaddio, dovrebbero entrare solo i pedoni, i piedi. Fatte salve le emergenze ovviamente. Ma non certo il trasporto pubblico pesante che fa vibrare fondamenta come un terremoto a rate. E’ sacrosanto e doveroso punire quelli che vanno in macchina sul Ponte di Calatrava a Venezia ma anche favorire l’educazione civica e ambientale per i tanti, troppi, che pensano che portici o gradinate siano guard rail o imbocchi di parcheggi. Ci sono posti che l’hanno provato ed è aumentato persino il turismo commerciale. Siena, Lucca, Portovenere, Monteriggioni, sono begli esempi. Auto a 300 – 500 metri, pullman e autobus a distanza, minibus leggeri più vicini e servizi di trasporto speciali per dis-abili. Che se l’isola è pedonale lo dev’essere per tutti. Non solo per l’ambiente ma anche per la civiltà.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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