Alcuni commenti agli articoli dedicati da Pensalibero ai risultati elettorali mi inducono a tornare sulla questione delle condizioni del bipolarismo italiano.
Per affermare che esso sia uscito confermato dal voto, c’è chi ha posto l’accento sui risultati modesti dell’UDC, l’unico partito, fra quelli rappresentati in parlamento, a dichiararsi esplicitamente fuori da entrambi i poli.
Al riguardo occorre intendersi bene.
Non c’è dubbio che una serie di leggi elettorali ad hoc indirizzino la preferenza degli elettori verso i partiti maggiori. E che ciò sia vissuto non come una costrizione ma una scelta: per convinzione politica o per il desiderio di esprimere un voto “utile”.
Ma che il cosidetto bipolarismo all’italiana non goda buona salute è dimostrato da molti fattori, non soltanto dall’astensionismo di massa che, sommato alle schede bianche ed ai voti nulli, porta, all’incirca, appena alla metà gli elettori italiani che esprimono un voto valido.
Le democrazie dove ciò avviene sono molto più solide della nostra, talvolta eleggono direttamente il Capo dello Stato o/e del governo, oppure si basano su un bipartitismo vero (due partiti con percentuali assai più alte di quanto non raccolgano in Italia PDL e PD).
A parte la diserzione delle urne, poi, gli Italiani nelle ultime tornate elettorali, hanno preso a privilegiare il risultato dei partiti alleati ma concorrenti di PDL e PD: la Lega e l’IDV.
Come se ciò non bastasse, a mettere in difficoltà il bipolarismo ci pensano gli stessi protagonisti della politica.
Tutti ricordiamo con raccapriccio le affolatissime foto dei vertici del Governo Prodi che in un sol colpo sgombrarono il campo da Unione ed Ulivo, che poi significa avere messo in crisi il polo di centrosinistra.
Ma oggi che governa Berlusconi dobbiamo constatare con sgomento che quello che ritenevamo un capo di governo forte deve ogni giorno misurarsi con Fini e con la Lega per mettere a punto le sue decisioni. E che i processi decisionali sono talmente complicati da rendere irraggiungibili gli obbiettivi del programma che era stato presentato agli alettori ed al parlamento.
Sarà anche che il bipolarismo gode buona salute, come dicono alcuni. Ma sta smentendo se stesso perché non porta a decidere, non ha rafforzato il potere degli elettori, e nemmeno ha riavvicinato il popolo alla classe politica. Il fatto che le mediazioni avvengano in allegre tavolate ad Arcore, con la decisiva presenza del figlio di Bossi non migliora le cose rispetto alle foto ricordo dei vertici convocati da Prodi.
N. C.

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