• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“Bilancio di fine anno del governo: proviamo a tirare le somme”

C’è un dettaglio che in Italia non si considera: spesso non governa davvero chi vince, governa chi riesce a tenere insieme i pezzi. E questo cambia tutto. Perché a fine anno non stai giudicando solo una squadra, stai giudicando anche il campionato, l’arbitro e un regolamento scritto per produrre pareggi. Sul piano economico, il governo ha scelto una linea prudente. Niente fughe in avanti, niente grandi numeri lanciati al vento, più attenzione a non far deragliare i conti che a promettere miracoli. In un Paese vecchio, rallentato e pieno di vincoli, può sembrare poco, ma è già una forma di realismo. Il problema è che il realismo, da solo, non scalda nessuno: se la crescita resta debole, se i salari inseguono sempre, se la pressione fiscale viene percepita come una morsa, l’impressione finale è quella di un’Italia che resta ferma mentre il mondo accelera

di Piero Terracina | 2 Gennaio 2026

C’è un dettaglio che in Italia non si considera: spesso non governa davvero chi vince, governa chi riesce a tenere insieme i pezzi. E questo cambia tutto. Perché a fine anno non stai giudicando solo una squadra, stai giudicando anche il campionato, l’arbitro e un regolamento scritto per produrre pareggi.

Sul piano economico, il governo ha scelto una linea prudente. Niente fughe in avanti, niente grandi numeri lanciati al vento, più attenzione a non far deragliare i conti che a promettere miracoli. In un Paese vecchio, rallentato e pieno di vincoli, può sembrare poco, ma è già una forma di realismo. Il problema è che il realismo, da solo, non scalda nessuno: se la crescita resta debole, se i salari inseguono sempre, se la pressione fiscale viene percepita come una morsa, l’impressione finale è quella di un’Italia che resta ferma mentre il mondo accelera. E qui si torna alla nostra malattia cronica: lo Stato visto come una mucca da mungere a oltranza, come se le risorse fossero infinite e il conto lo pagasse sempre qualcun altro.

In politica estera invece la faccenda si fa più scivolosa. Il governo si muove spesso su una linea poco leggibile: un colpo al cerchio e uno alla botte, con l’idea di tenere aperti tutti i canali e di non scontentare nessuno. Solo che la politica estera non premia l’ambiguità: premia la coerenza. Quando il messaggio cambia tono a seconda dell’interlocutore, il Paese perde peso specifico. Non perché debba fare il duro o il profeta, ma perché deve essere riconoscibile. Se oggi sei una cosa, domani un’altra e dopodomani “dipende”, gli altri ti ascoltano, ma non ti seguono.

E poi c’è il punto che inquina tutto, anche quando le intenzioni sono buone: l’obbligo strutturale della coalizione. Anche questo governo, come tanti altri prima, si porta addosso la zavorra di dover mediare sempre. Non è un “valore” di per sé: spesso è un freno, non uno sviluppo. La coalizione diventa una specie di manutenzione continua, una trattativa permanente, dove la direzione non la decide chi guida ma chi minaccia di scendere dall’auto in corsa. E così ogni scelta è più lenta, più annacquata, più tattica che strategica.

Alla fine il bilancio lascia una sensazione chiara: al netto di chi sta a Palazzo Chigi, questo Paese ha bisogno di un’architettura diversa. Serve una legge elettorale che non costringa a governi tenuti insieme col filo di ferro, e serve un sistema che renda il comando più netto e soprattutto responsabile. Un presidenzialismo “alla francese” o un modello che dia stabilità e potere di decisione come avviene in altri grandi paesi europei, perché così com’è l’Italia resta prigioniera di cariatidi istituzionali: strutture pesanti, lente, intoccabili, che trasformano qualunque governo in un equilibrista.

Voto finale: 6.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti