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Bicameralismo perfetto e il totem dell’intoccabilità della Costituzione

L’Italia si regge su un sistema formato da circa 200.000 leggi contro le 3.000 del Regno Unito (che però hanno il common law), le 7.000 della Francia e le 5.500 della Germania. In questi Paesi le leggi di iniziativa governativa sono circa l’80%

di Pier Franco Schiavone | 25 Novembre 2016

Leggevo un post di un amico che si chiedeva come mai se il bicameralismo rallenta la formazione delle leggi, abbiamo una così vasta produzione di leggi. Il problema è proprio questo. L’Italia si regge su un sistema formato da circa 200.000 leggi contro le 3.000 del Regno Unito (che però hanno il common law), le 7.000 della Francia e le 5.500 della Germania. In questi Paesi le leggi di iniziativa governativa sono circa l’80%!! Perché in Italia si fanno tante leggi, ancora oggi? In Italia si è passati dalle oltre 2.000 del 1948 alle 100/150 di oggi che sono ancora troppe, anche considerando l’attività legislativa delle regioni. Promulgare tante leggi evidenzia la situazione di un corpus normativo estremamente complesso con cui tutti i giorni dobbiamo fare i conti. La necessità di fare approvare le leggi da due camere fotocopia, deriva, credo, dal fatto che nel nostro Paese quasi mai, abbiamo avuto coalizioni solide e ciò ha impedito l’approvazione di leggi di riforma per perfezionare e/o migliorare il nostro sistema Paese. Si fanno tante leggi a scapito della qualità, perché la fragilità delle coalizioni ha consentito l’approvazione di leggi che hanno gonfiato il nostro debito pubblico, cioè leggi di spesa legate a un sistema clientelare, a detrimento delle leggi di riforma. Pensiamo a quello che è successo migliaia di volte in passato. Abbiamo avuto spesso due camere con diverse maggioranze, come nella legislatura in corso. I partiti quasi sempre, attraverso le commissioni, si sono accordati. Sono state emanate leggi per favorire gli interessi di questa o di quella coalizione, anche di minoranza, con metodo consociativo. I capigruppo hanno contato, in passato, più dei ministri.Tu non mi rompi le palle sul divieto dell’eutanasia così non mi gioco i voti dei cattolici conservatori e io non te le scasserò su un’altra questione che ti sta a cuore (è un esempio di scuola). Ogni volta però che si devono fare riforme per migliorare la macchina dello stato o migliorare la vita a tutti i cittadini, i partiti si defilano perché non vogliono rischiare il consenso; perché le riforme che servono a tutti, a volte sono dolorose, o mettono a rischio i privilegi dei politici, magari riducendo il loro numero. Ed ecco che partono i veti incrociati (destra/sinistra/5Stelle, per esempio), le ripicche (D’Alema/Bersani, per esempio), i dispetti (Berlusconi e Brunetta, per esempio)…… Il Paese resta ingessato, non rischia nulla, conserva i privilegi della casta politica. L’unica cosa che conta è spodestare un governo per sostituirlo. Nel mondo accade di tutto, c’è un fermento a volte spaventoso e gli Italiani hanno eretto il totem della costituzione intoccabile.

Pier Franco Schiavone

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, bersani, casta, consenso, conti, costituzione, debito pubblico, francia, germania, governo, italia, legislatura, mondo, riforme, scuola

Info Pier Franco Schiavone

Laureato a Milano presso l’Università Statale in giurisprudenza, ha iniziato, subito dopo la laurea, a lavorare presso una compagnia di assicurazioni in qualità di formatore. È stato poi assunto presso una associazione di CONFINDUSTRIA, Assinform, di cui è divenuto segretario. Dal 1994 è funzionario, a Milano, presso AICEP, l’Ufficio commerciale del Portogallo, i servizi commerciali dell’Ambasciata del Portogallo.

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