Leggevo un post di un amico che si chiedeva come mai se il bicameralismo rallenta la formazione delle leggi, abbiamo una così vasta produzione di leggi. Il problema è proprio questo. L’Italia si regge su un sistema formato da circa 200.000 leggi contro le 3.000 del Regno Unito (che però hanno il common law), le 7.000 della Francia e le 5.500 della Germania. In questi Paesi le leggi di iniziativa governativa sono circa l’80%!! Perché in Italia si fanno tante leggi, ancora oggi? In Italia si è passati dalle oltre 2.000 del 1948 alle 100/150 di oggi che sono ancora troppe, anche considerando l’attività legislativa delle regioni. Promulgare tante leggi evidenzia la situazione di un corpus normativo estremamente complesso con cui tutti i giorni dobbiamo fare i conti. La necessità di fare approvare le leggi da due camere fotocopia, deriva, credo, dal fatto che nel nostro Paese quasi mai, abbiamo avuto coalizioni solide e ciò ha impedito l’approvazione di leggi di riforma per perfezionare e/o migliorare il nostro sistema Paese. Si fanno tante leggi a scapito della qualità, perché la fragilità delle coalizioni ha consentito l’approvazione di leggi che hanno gonfiato il nostro debito pubblico, cioè leggi di spesa legate a un sistema clientelare, a detrimento delle leggi di riforma. Pensiamo a quello che è successo migliaia di volte in passato. Abbiamo avuto spesso due camere con diverse maggioranze, come nella legislatura in corso. I partiti quasi sempre, attraverso le commissioni, si sono accordati. Sono state emanate leggi per favorire gli interessi di questa o di quella coalizione, anche di minoranza, con metodo consociativo. I capigruppo hanno contato, in passato, più dei ministri.Tu non mi rompi le palle sul divieto dell’eutanasia così non mi gioco i voti dei cattolici conservatori e io non te le scasserò su un’altra questione che ti sta a cuore (è un esempio di scuola). Ogni volta però che si devono fare riforme per migliorare la macchina dello stato o migliorare la vita a tutti i cittadini, i partiti si defilano perché non vogliono rischiare il consenso; perché le riforme che servono a tutti, a volte sono dolorose, o mettono a rischio i privilegi dei politici, magari riducendo il loro numero. Ed ecco che partono i veti incrociati (destra/sinistra/5Stelle, per esempio), le ripicche (D’Alema/Bersani, per esempio), i dispetti (Berlusconi e Brunetta, per esempio)…… Il Paese resta ingessato, non rischia nulla, conserva i privilegi della casta politica. L’unica cosa che conta è spodestare un governo per sostituirlo. Nel mondo accade di tutto, c’è un fermento a volte spaventoso e gli Italiani hanno eretto il totem della costituzione intoccabile.
Pier Franco Schiavone

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