Qualche giorno fa a Pesaro un gruppo di squadristi forcaioli e giustizialisti ha tentato di interrompere l’intitolazione dei giardini centrali a Bettino Craxi. Sono stati respinti dai socialisti presenti che, come unica arma, sventolavano l’edizione straordinaria dell’Avanti. Incredibile a dirsi, la scelta dell’intitolazione dei giardini era stata voluta dal sindaco del Pd: una mosca rara. In molti comuni di Italia, le giunte al governo hanno deciso di dedicare vie, piazze, spazi pubblici allo statista. E sempre, purtroppo, si è assistito a delle squallide contestazioni da parte di coloro che rigettano il valore del socialismo. Ahimè moltissimi appartengono alla sinistra. Una sinistra certamente non riformista. E’ evidente che la figura di Craxi fa ancora molta paura. Il problema non sono le sue vicende giudiziarie, ma le sue idee che, se realizzate, avrebbero rinnovato le istituzioni del nostro Paese. Anche nella sua città, Milano, si sceglie di dedicare uno spazio pubblico a Nilde Iotti, sicuramente persona stimabile, ma si fa muro contro la richiesta sollevata da più persone di intitolare una via a Craxi. Il sindaco Sala in un suo libro parla di socialismo, ma poi si tira indietro. E allora di che socialismo parla? Il Pd milanese è assolutamente contrario e alza le barricate alla sola idea. Una vera tristezza. Non si tratta di fare un’operazione di nostalgia che risulterebbe anche stantia, ma di riconoscere al valore dell’ideale riformista una valenza che viene negata esclusivamente per motivi ideologici. Che forse risalgono addirittura al 1922.
Roberto Caputo

Cosa vuoi farci Roberto, questi vorrebbero il socialismo senza socialisti, In definitiva LA DITTATURA a cui erano abituati. Difficile pensare che gli uomini liberi PENSANO, per cui come qualsiasi fede devono abituarsi al “credere ubbidire, combattere, naturalmente sempre in nome di un interesse superiore che, SENZA LIBERTA’ non esiste!