
Bersani in piena confusione mentale dopo il deludente risultato elettorale non ha dato credito a quanti tentavano, compreso il Presidente Napolitano, di fargli capire che non c’era altra soluzione praticabile che quella dell’intesa con il PDL.
Bersani, avendo una cultura comunista, rispecchia la logica staliniana secondo cui, in un Parlamento solo la maggioranza espressa dal popolo deve governare. La minoranza o si adegua o rimane relegata in un angolo a protestare e basta.
E’ una concezione fuori dal mondo la logica della maggioranza staliniana di tenere congelata la minoranza. Bersani ha voluto cinicamente ignorare che il compito degli eletti è legiferare per risolver i problemi del Paese.
Bersani, durante i sondaggi per la formazione del Governo, dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013, ha tentato di convincere i 5Stelle a sostenere una maggioranza formata da PD e SEL di Vendola per realizzare il programma del Pd che prevedeva l’ineleggibilità, l’incompatibilità e il conflitto d’interessi.
Il fallimento di Bersani, a formare un governo per il Paese, comprende gli errori dei giovani Pidiessini che hanno gridato “NO” con Berlusconi. Sono gli stessi giovani che stanno occupando le sedi del PD per fermare il disfacimento completo del Partito. Violante, D’Alema e tanti altri anziani del PD avevano suggerito, in linea con il Capo dello Stato, la strada da percorrere per comporre un governo guidato proprio da Bersani.
Tra i vecchi dirigenti del PD, però, c’è Rosy Bindi a sostenere la propria contrarietà sia all’alleanza con il PDL sia a indicare Enrico Letta presidente del governo a formarsi.
Bersani, Rosy Bindi, i giovani del PD hanno sperato fino all’ultimo minuto delle dichiarazioni di Letta alla Camera che tutto saltasse.
E’ comprensibile il malumore di Bersani, si può capire la ribellione di Rosy Bindi costretta a chiudere negativamente la sua storia politica, ma non si può giustificare il nervosismo dei giovani per il tentativo, in atto, di creare un clima politico sereno e di collaborazione tra PD e PDL.
E’ veramente preoccupante quanto accaduto durante le dichiarazioni di fiducia o di dissenso al Governo. Un onorevole di 5Stelle ha rivolto al Presidente del Consiglio e a tutti gli elementi del nuovo Governo accuse diffamatorie e giudizi offensivi assolutamente intollerabili.
Costui ha offeso anche i suoi elettori perché il suo impegno doveva essere quello di agevolare il cambiamento e ridare fiducia alla politica, ai politici e alle Istituzioni.
Il movimento 5Stelle sta perdendo un’occasione in suo favore che non potrà ripetersi. I cittadini che hanno votato detto Movimento sono già convinti che quelli che siedono in Parlamento non sappiano o non vogliano capire per che cosa sono stati eletti. L’altro fatto strano è la rivolta dei giovani del PD contro i propri dirigenti politici che hanno consentito di formare il Governo Letta con il PDL. Il dissenso è, poi, ampliato dai Talk Show, promotori di spettacoli avvilenti e diseducativi. Il bisogno di moderare lo stile e i contenuti programmatici delle reti televisive è urgente quanto quello di tirare fuori dalla crisi economica e culturale l’Italia.
Combattere, da parte dei giovani il tentativo di pacificazione nazionale avviato da PD e PDL è l’errore storico più grave di cui prenderanno nota le future generazioni.

ma chi è dopotutto Bersani? Un buon funzionario di partito ma niente di più, in una grande impresa privata sarebbe il classico capoufficio onesto, ligio alle regole ma senza carisma e “visione” essenziale in ogni organizzazione ma destinato a fare una limitatissima carriera!