Berlusconi, a 77 anni, se non è più in grado di vincere, ha ancora la possibilità di fare perdere molti di coloro che oggi celebrano la sua sconfitta. E’ davvero tutta colpa sua?

Giulio Andreotti, il più longevo dei leaders politici italiani, aveva “appena” 73 anni quando cessò, per l’ultima volta, di ricoprire l’incarico di presidente del consiglio. Amintore Fanfani fu richiamato in servizio, ma per pochissimo tempo e per sbrogliare una situazione confusa ed inestricabile quando aveva due anni più di Berlusconi. Ma Forlani era già fuori gioco a 67 anni. Berlinguer morì a 62 anni e la carriera politica di Bettino Craxi venne bruciata, nel modo drammatico e torbido che sappiamo, quando aveva nemmeno 60 anni. Saragat a 73 anni concluse la sua carriera uscendo dal Quirinale e Togliatti a 71, anche lui in seguito a decesso. Pietro Nenni morì a 89 anni, ma a 70 era per il suo partito, e non solo, “solo” una grande icona, affascinante e rispettata. Il più grande tra gli statisti della nostra storia repubblicana, Alcide De Gasperi, morì a 73 anni, ma già da un anno era stato accantonato. Einaudi a 74 anni salì alla presidenza della repubblica: cioè smise di essere uomo di parte, comunque grande statista, e fornì i suoi altissimi servigi a tutto il Paese.
Uno sguardo all’estero: Churchill si ritirò definitivamente, in effetti, a 80 anni. Ma era Churchill e in realtà la sua carriera era finita 10 anni prima, cioè non appena vinta la guerra. Aveva sconfitto Hitler e ciononostante i suoi connazionali lo mandarono a casa quando ancora non si erano spenti completamente i fuochi dei festeggiamenti per la vittoria. De Gaulle a 79 anni, più o meno l’età di Berlusconi, concluse il suo secondo mandato presidenziale dopo aver salvato, per la seconda volta, la Francia o, quanto meno, l’onore dei Francesi. Stalin, che i suoi connazionali invece li vessò ferocemente, rimase in sella 29 anni e morì a 75.
Lo sguardo all’estero si limita a queste grandissime personalità. Fare un confronto più ampio sull’età e sul ricambio della classe politica in Italia e nelle democrazie occidentali sarebbe impietoso (per noi).
Berlusconi, a 77 anni, se non è più in grado di vincere, ha ancora la possibilità di fare perdere molti di coloro che oggi celebrano la sua sconfitta.
E’ davvero tutta colpa sua?

Oh Nicola,
Un tu vedi punto quanto Fascista è il nhostro paese, che hanche la lingua è divhentata Fascista, un tu vedi punto che tu pure scrivi Italo Romano ove sempre è sottinteso:IIItalianiiii!
Punto in famiglia ho iniziato la mia rivholta, ora parlo Fhiorentino hoppure Inglese.