Siamo alle solite. Dopo il voto amministrativo che, per il centro destra, ha registrato una sconfitta, i leader della Casa delle Libertà si auotoassolvono. Tutti i commenti sono di questo tono: siamo stati penalizzati dalle astensioni e comunque, chiosa Forza Italia, noi restiamo sempre il primo partito. Tutto vero ma molto parziale. Che le astensioni abbiano penalizzato il centro destra è scontato ma nessuno dice che una delle ragioni principali di questo è la scarsa credibilità, sul piano locale, dei candidati moderati. Vengono scelti per faide interne o su imposizioni dall’alto, non hanno nessun aggancio con le realtà locali e non riescono a trascinare la gente. Anzi va bene se non la respingono. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Andando avanti così la Casa delle Libertà finirà per implodere anche sul versante della politica nazionale. Se non arriva la spallata, e non arriva, se il riconteggio dei voti non porta al risultato sperato, e non porta, il centro destra si decompone. Berlusconi per ora è riuscito a tenere tutti insieme con la speranza del ribaltone. Quando sarà chiaro a tutti che una prospettiva di questo genere non esiste, ognuno andrà per la sua strada. Dentro il caso “centro destra” esiste poi un caso Forza Italia. E’ stato detto più volte ma ormai è evidente anche a chi non vuole vedere. Forza Italia non è un partito ma solo il nome che, per comodità, viene dato a chi vota per quella forza politica. Anche qui urge un cambiamento. Se le cose restano così la sinistra governerà per 50 anni perché il ciclo berlusconiano, se non altro per ragioni anagrafiche, sta per terminare. Il Cavaliere è stato candidato alla presidenza del consiglio per 4 volte di fila. Ora deve passare la mano, anzi deve essere lui stesso, per il ruolo e il peso che ha, a favorire il ricambio. E lo può fare dando vita ad un vero partito, con iscritti che votano, decidono e scelgono i leader. Riservando per se stesso il ruolo di padre nobile e preparandosi a dare la scalata al Quirinale, al termine del mandato di Napolitano e dopo un nuovo e vincente passaggio elettorale.
In caso contrario la Casa delle Libertà perderà progressivamente i suoi consensi. La mancata rifondazione del centro destra avrà poi effetti negativi anche sul centro sinistra che finirà per consolidarsi, più di quanto già non sia, in un blocco di potere fine a se stesso. A quel punto la speranza, anche solo la speranza, di una evoluzione del sistema politico italiano in senso liberale, andrà definitivamente perduta.
Berlusconi deve preparare la sua successione
Non può essere candidato per cinque volte consecutive alla presidenza del Consiglio. E lo può fare dando vita ad un vero partito, con iscritti che votano, decidono e scelgono i leader. La mancata rifondazione del centro destra avrebbe effetti negativi anche sul centro sinistra che finirebbe per consolidarsi in un blocco di potere fine a se stesso.

Io credo che Berlusconi,al quale secondo me bisogna essere per sempre grati per aver dato nel 1994 a tutti noi elettori laici e riformisti vittime del terremoto del biennio del Terrore ’92-’93 un prefabbricato(Forza Italia..) in cui poterci riparare, si dovrebbe rendere conto che il suo compito politicamente parlando è terminato ed è terminato con una vittoria perchè ha costretto la sinistra postcomunista a berlusconizzarsi per vincere. Ora a Berlusconi resta da compiere l’ultimo atto di coraggio e di follia politica: sciogliere Forza Italia e fondare il Partito Popolare(magari a struttura tipo CDU-CSU con un Partito Popolare del Nord ed un Partito Popolare Siciliano viste le loro peculiarità territoriali e politiche..). A quel punto starebbe a noi laici, socialisti, repubblicani, liberali, radicali e riformisti costruirci con le nostre mani una nostra casa comune che secondo me dovrebbe chiamarsi Partito Riformista Italiano e dovrebbe avere come simbolo la Rosa del socialismo europeo e l’Edera.