
Mentre i cittadini aspettano mesi per una visita specialistica e le liste d’attesa scoppiano, questo esecutivo decide che la priorità non è la nostra salute, ma il prezzo della benzina. Con il nuovo Decreto Carburanti, vengono scippati 86 milioni di euro al Ministero della Salute per finanziare lo sconto sulle accise. È l’ennesimo gioco di prestigio contabile fatto sulla pelle dei malati.
Solo pochi mesi fa, la Corte Costituzionale, con una sentenza storica (la n. 195/2024), aveva parlato chiaro: le risorse per la sanità sono blindate. Il diritto alla salute è incomprimibile e non può essere il ‘sacrificio’ sull’altare di altre emergenze economiche. Eppure, oggi ci troviamo davanti all’ennesimo taglio lineare che colpisce il cuore della gestione sanitaria nazionale.
Non accettiamo la scusa che siano ‘solo spese amministrative’ del Ministero. In un sistema già sotto-finanziato, togliere ossigeno alla cabina di regia della sanità significa indebolire tutto il Paese. Qui in Emilia-Romagna, dove lottiamo per mantenere standard d’eccellenza, sentiamo tutto il peso di questa scelta scellerata: ogni euro tolto da questo governo di destra è un servizio in meno che rischia di mancare nei nostri territori.
La Consulta è stata calpestata. La salute non può tornare a essere l’ultima ruota del carro, un bancomat da cui prelevare ogni volta che bisogna coprire un buco di bilancio o fare propaganda sui prezzi alla pompa.
Chiediamo che il Governo faccia marcia indietro e trovi coperture alternative che non vadano a intaccare un diritto costituzionale già ferito. Non resteremo a guardare mentre si smantella il Servizio Sanitario Nazionale un pezzo alla volta.
Damiano Iulio
attivista per i diritti delle persone con diabete

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