Non penso che l’elezione al soglio pontificio del cardinale Joseph Ratzinger, con il nome di Benedetto XVI, faccia riferimento ad una scelta conservatrice della chiesa cattolica o ad un ripensamento sul secondo concilio vaticano. Insomma “Benedetto XVI” non vuol dire “continuerò da dove ha lasciato Benedetto XV, ignorando o cancellando tutto quello che è venuto dopo nella chiesa”. In ogni caso non sarebbe un ritorno al concilio di Trento, semmai semplicemente – e storicamente – al concilio di Pio IX il primo concilio vaticano. La chiesa non si lascia nè interrompere nè spezzare nel suo cammino: vedremo certamente che l’Angelus di domenica prossima sarà tranquillizzante sul tema della continuità ed accattivante per comunicatività. Anche questo romano pontefice è un fine pensatore ed un filosofo, molto colto ed intelligente: questo è sempre un bene per tutti, sia all’interno che al di fuori della chiesa.
Penso che l’esperienza del cardinale Joseph Ratzinger alla prefettura della congregazione per la dottrina della fede correrà sottotraccia per tutto il pontificato di Benedetto XVI. Ritengo che questo pontefice costringerà la filosofia, e la cultura laica in genere, a confrontarsi con la teologia degli ultimi 150 anni, dall’antirazionalismo del primo concilio vaticano alla “Lumen gentium” del vaticano secondo, continuando una strada aperta dall’apostolato di Giovanni Paolo II. Del resto tutti, anche i laici, vedono che la politica ed il diritto hanno fallito nel loro compito di dare pace e giustizia agli uomini: non ha fallito “il comunismo”, o “il fascismo”, o “l’imperialismo americano”, ma la presunzione della ragione umana di applicarsi, in quanto tale, non solo alla scienza naturale, ma anche alla morale, all’etica. Papa Ratzinger tenterà di iniettare una salutare dose di spiritualismo (una dose peraltro inconsciamente attesa da tutti) nel mondo: come Benedetto XV e Pio XII, ha vissuto la guerra (lui addirittura ha dovuto arruolarsi nell’esercito
nazista) ed ha saputo apprezzare “il magnifico dono”
della pace. Benedetto XVI viene alla chiesa per invocare la pace, non solo per gli eserciti, ma anche per gli animi, per i cuori, per le menti. Spero che il nuovo pontefice non voglia spingere questa missione spiritualista fino all’integralismo: come repubblicano e mazziniano sono disposto a riflettere ed anche a farmi guidare nella critica al razional-materialismo che ha disintegrato i valori dell’umanità negli ultimi due secoli, ma non sono disponibile ad un eventuale esito teocratico di questa profonda crisi che attanaglia l’uomo post-moderno, direi quasi post-umano. Se la chiesa romana vorrà dare un contributo alla società umana per ricercare nuovi valori, anche superando le classiche categorie degli ordinamenti nazionali ed internazionali, farà cosa gradita a tutti gli uomini di buona volontà: se la pace e l’amore dovranno costare pregiudizio alle fedi di ognuno, se potranno affermarsi solo imponendo una fede su tutte le altre, una spiritualità unica e mono-teocratica sul mondo, allora il progetto è destinato a fallire e noi repubblicani e mazziniani, semplici cittadini del mondo, ci opporremo con tutte le forze.
cittadino Covello
Benedetto XVI: legge di Dio e legge degli uomini (breve analisi)
Il Nuovo Papa – L’opinione di Stefano Covello, repubblicano e Mazziniano. Dite la vostra opinione.

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