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Bataclan

L’uscita del libro coincide con la fine della rocambolesca fuga dell’unico superstite del gruppo di 10 terroristi autori delle stragi del 13 novembre 2015, a Parigi.

di Redazione Pensalibero.it | 20 Marzo 2016

BataclanNon poteva essere più attuale il libro “Bataclan” di Bonifacio Vincenzi, appena uscito e il cui lancio coincide con la fine della rocambolesca fuga dell’unico superstite del gruppo di 10 terroristi autori delle stragi del 13 novembre 2015, a Parigi.  Salah Abdeslam,  l’uomo arrestato nel corso del blitz della polizia belga a Bruxelles aveva avuto un ruolo non secondario nella organizzazione delle stragi parigine:  è stato l’uomo che ha noleggiato la Polo e la Clio utilizzate per portare i terroristi al Bataclan, che ha prenotato le camere d’albergo usate prima delle stragi e che ha rifornito il drappello jihadista di Captagon, un’anfetamina di vecchia generazione che allontana sonno, fame paura e freni inibitori. Centotrenta furono le vittime delle stragi avvenute in differenti località parigine, ma una su tutte si è impressa nella memoria collettiva, quella dove la morte incontrò, appunto la generazione dei giovani in un luogo, una famosa discoteca, nel quale erano andati per assecondare tutto il loro desiderio di vivere.

Ed è così che Bataclan è un nome venuto a tatuarsi, proprio malgrado, nella coscienza del mondo, un mondo che rischia però – per memoria corta ed eccesso di informazione – di dimenticare in fretta i fatti e le ragioni. Bonifacio Vincenzi è qui a ricordarci – fuori dalla cronaca e dalla retorica dei coccodrilli – che una parte di noi è morta con i ragazzi del Bataclan, che una quota dei nostri giorni paga – che Bataclan resti o non resti coscientemente e consapevolmente presente nel pensiero – il debito di ciò che siamo diventati, di ciò che i morti di Parigi non hanno avuto modo di diventare. Bonifacio ricorda senza paura di tremare, riportando le lancette dell’emozione al tempo dei corpi appesi alle finestre, delle armi inceppate che hanno graziato alcuni e delle armi che hanno cantato la morte di altri. Bonifacio ricorda storie collettive e individuali, riconducendo a verità i fatti non per ciò che sono stati, ma per quanto hanno simbolicamente rappresentato. Con un’epigrafe che vale erga omnes: “Per loro e per tutti gli anni / che chiederanno conto al tempo / sarà primavera in novembre”.

 

Bonifacio Vincenzi– Bataclan

€13.00

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: anni, autori, bruxelles, giovani, informazione, mondo, parigi, polizia

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