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Banca d’Italia: troppo facile dare tutte le colpe a Renzi

L’imboscata del PD in Parlamento con la mozione di sfiducia al Governatore della Banca d’Italia è purtroppo molto di più.

di Nicola Cariglia | 23 Ottobre 2017

Magari si trattasse del solito atto di arroganza di Matteo Renzi. L’imboscata del PD in Parlamento con la mozione di sfiducia al Governatore della Banca d’Italia è purtroppo molto di più. E’ l’ennesima dimostrazione di quanto siano fragili e perennemente in bilico i sacri principi della democrazia liberale: separazione dei poteri e sistema di pesi e contrappesi. Renzi e i deputati che hanno votato la mozione arrivano buoni ultimi. Recentissimamente avevo criticato Di Maio, aspirante presidente del consiglio dei 5 Stelle, che aveva minacciato di procedere d’imperio alla “riforma” dei sindacati in ossequio alla sua visione totalitaria, una volta divenuto capo del governo. Ho ricevuto reazioni inviperite da parte di diversi mazzieri da tastiera, sempre vigili a difendere i propri beniamini: a prescindere, e senza il minimo sospetto di coprirsi di ridicolo ostentando tanta ignoranza dei più elementari principi della democrazia. Del resto, la mozione del PD era solo la terza in ordine di tempo, dopo quelle dei 5 stelle e della Lega. E nessuno, prima che venisse presentata e approvata quella del PD, aveva mostrato di scandalizzarsi per la patente violazione da parte della Camera dei deputati, del principio di separazione dei poteri. La presidenza della Camera (non pinco pallino) meno di tutti, avendo dichiarato ammissibili tutte le tre mozioni.

Naturalmente queste considerazioni non assolvono Matteo Renzi, e meno ancora Maria Elena Boschi. Il primo continua a giocare con l’interesse del Paese per motivi di rivalsa personale. La sottosegretaria alla presidenza del consiglio, si è dimostrata doppiamente maldestra: non leale verso il governo di cui fa parte e insensibile a qualsiasi sentimento di decenza politica. Si è direttamente interessata a un tema, le banche, dal quale dovrebbe tenersi alla larga a causa degli interessi familiari in materia. Le medesime considerazioni nemmeno intendono essere assolutorie nei confronti del mondo bancario. Che non solo ha evidenti colpe nelle vicende che hanno colpito tanti risparmiatori. In aggiunta ha le medesime speculari responsabilità della politica. O qualcuno pensa che dietro il paravento della sacralità e dell’autonomia, questi poteri non abbiano influenzato e non si siano mai mescolati gioiosamente con la politica?

C’era una volta una cultura laica, liberale e socialdemocratica che si distingueva fra tutte per un maggiore senso dello Stato e per il rispetto maniacale dei confini fra poteri. Questa cultura sembra, purtroppo, essere sparita assieme ai partiti che ne erano la proiezione politica. L’Italia, però, ne ha ancora bisogno.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, banche, camera dei deputati, capo del governo, considerazioni, democrazia, democrazia liberale, dichiarato, governo, lega, matteo renzi, mondo, mozione di sfiducia, parlamento, pd, presidente del consiglio, presidenza del consiglio, renzi, separazione, sindacati

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    26 Ottobre 2017 alle 18:03

    Visto che siamo in tema di dissoluzione politica e culturale al rallentatore ma irreversibile nonostante le anime pie, qualcuno sa spiegarmi come mai Fisher lo scultore del merdone scodellato in piazza Signoria sembra il fratello gemello del cinematografaro Weinstein, il produttore hollywoodiano ossessionato dai genitali? Chissà perché, chissà perché! Meditate gente, meditate e tacete.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    24 Ottobre 2017 alle 13:19

    Sinceramente io tratterei tanto i massimi sistemi, quanto la realtà dei personaggi. L’Italia è in mano a una ventina di ragazzucci cattolici laureati coi babbi arricchiti dalle banche fellone, i papa boys di Woytila, rosario e preservativi in tasca, simpatici, disinibiti e squallidissimi. Sono perasonaggi che non solo non hanno il minimo senso dello Stato, ma appaiono figure di assoluta ignoranza e pure informatissime su tutto, verì esempi dell’abisso che sta tra cultura e informazione, e di come l’informazione forzata permetta di bleffare su tutto con chiunque. Il problema non solo italiano è come smontare queste mezze calzette che infestano il globo veloci e saccenti. Il mezzo c’è ma è impedito dal politically correct, che non vuole simili personaggi siano mortificati e sputtanati senza se e senza ma pubblicamente, perché ne sarebbe sputtanato il mercato che li ha promossi. Invece occorre abbattere il totem della moderazione senza per questo cadere nell’alterco o peggio, e ci sono mille finissimi modi per smascherare le cazzate e le balle senza ricorrere alla risataccia col finale conciliante. L’intolleranza per l’ignoranza e la chiacchiera devono ritornare visibili, devono pesare nello scontro , e ai politici deve essere costantemente ricordato che possono pagare un prezzo salato, che non è pendere a un miserabilissimo piazzale Loreto ma incorrere nel disprezzo e nella disistima irrimediabili per il resto della vita. Occorre reintrodurre in politica la giusta e elegante mortificazione di chi bara.

    Rispondi
  3. NICOLA CARIGLIA

    23 Ottobre 2017 alle 22:36

    Caro Paolo,

    sempre irritato, sempre parziale. Eppure sono certo che, come musicista, conosci bene le sfumature. Cerca di applicare anche alla politica e alla lettura dei fatti le tue capacità artistiche! (n.b.: consiglio non richiesto ma uscito per amicizia. Non me ne volere).

    Rispondi
    • Paolo Francia

      24 Ottobre 2017 alle 14:15

      Caro Nicola, l’irritazione fa parte del mio DNA, la calma e la mancanza di tensioni evidentemente non mi sono congeniali, quanto alle sfumature, certo, sono quelle che fanno la differenza, cosi come i dettagli, se si osservassero di piu’ in politica e in altri settori, le cose andrebbero meglio di come vanno. Anzi proprio le capacità artistiche acuiscono in me il senso di cosa è armonico e di cosa non lo è, ci sarebbe molto da dire anche su certa arte e certa musica, ma per questo puoi riferirti al commento di Marzio, che spiattella una dura verità che non si applica solo alla politica, ma anche al resto, cultura e arte in generale.
      La ragione di questa ignoranza planetaria che si chiama informazione superficiale è figlia del Mondo voluto e pensato dai vari geni alla Zuckerber, per cui lo strumento inventato si è trasformato in mostro, e lui come gli altri furbissimi, lo sapevano perfettamente. La sola buona notizia, ad oggi, non sarebbe l’autonomia della Catalogna, o chi ha vinto le elezioni in Giappone o in Austria, ma sarebbe che Facebook e tutte le idiozie affiliate, cadessero in disuso come il bidet in Francia, buono solo per metterci dentro i bigodini (anch’essi francesi, poiché bretoni).
      Allora questi personaggi scomparirebbero d’incanto, e la politica, cosi come l’arte e la musica, tornerebbero ad avere un valore. A proposito di musica, anche questo mondo l’ha distrutta, esistono migliaia e migliaia di macchinette capaci di suonare qualsiasi cosa, ma gli interpreti sono finiti con gli anni ’80 e ’90, dopo il nulla.

      Rispondi
  4. Paolo Francia

    23 Ottobre 2017 alle 21:59

    Saro’ anche mazziere da tastiera, ignorante di democrazia, ma il tuo titolo col pezzo che segue non c’azzecca, poiché sembri difendere Renzi (nel titolo) per poi mazziarlo. Allora deciditi, io cambierei il titolo!
    Quanto a questa democrazia e ai suoi rituali, dimentica, ti ripeto inascoltato che, a dispetto delle volontà dei popoli, queste “democrazie” in Italia, cosi come in Spagna e anche in Francia, sono delle dittature camuffate, allora ti preoccupi di Di Maio, che mi pare, non sia al governo ancora!
    Vediamo se adesso sul referendum in Lombardia e Veneto darai ragione al centralismo (le dichiarazioni degli amici di Renzi lasciano ben sperare), o ai cittadini che sono andati a votare.
    Questa Boschi poi che non affionda mai, quando non ne fa una dritta, non ti irrita?!? Un giorno si scoprirà da chi è difesa, ma nel frattempo sarà già promossa, di questo passo, alla presidenza della repubblica.

    Rispondi
  5. Giampaolo

    23 Ottobre 2017 alle 14:34

    Se come laici facessimo più spesso riferimento a Guy de Montesquieu (l’exprit de Lois o de Loy), forse sarebbe tutto più semplice.

    Rispondi

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