
Lunedì scorso, 13 novembre, si è tenuta in Commissione Bilancio di Camera e Senato l’audizione sulla manovra finanziaria.
Il vice capo dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia Andrea Brandolini ha dichiarato: “La decisione di attuare una manovra espansiva, associata a un piano di privatizzazioni, implica che il rapporto tra il debito pubblico e il Pil scenda solo marginalmente nel prossimo triennio. L’elevato livello del rapporto è un elemento di vulnerabilità per il Paese, riduce gli spazi di manovra per fronteggiare eventuali shock avversi e alza il costo del debito anche per i prenditori privati, con effetti negativi sulla competitività dell’intera economia italiana. Lo sgravio contributivo, la voce che assorbe più risorse nell’attuale manovra, ha natura transitoria, come nello scorso biennio, con un impatto limitato al prossimo anno. Per evitare di dover ricorrere tra un anno a bruschi aumenti delle aliquote contributive o a nuovi scostamenti di bilancio sembra opportuno definire nei prossimi mesi l’orientamento per il medio termine”.
Brandolini ha, poi, confermato la previsione di crescita per quest’anno allo 0,7% dichiarando: “Gli indicatori ad alta frequenza, pur fornendo un quadro ancora largamente incompleto, suggeriscono che l’attività economica rimane debole nel trimestre in corso. Il quadro macro delineato nella Nadef è nel complesso coerente anche se più difficile da conseguire in un contesto di elevata incertezza con significativi rischi al ribasso per via della guerra in Medio Oriente e dell’irrigidimento delle condizioni di finanziamento”.
In audizione anche il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino, secondo cui la manovra per il prossimo triennio si muove all’interno di un sentiero molto stretto in cui devono trovare un difficile equilibrio spinte ed esigenze diverse.
Carlino ha dichiarato: “Tale disegno viene perseguito utilizzando i margini disponibili in un quadro tendenziale che presenta spazi molto contenuti. L’equilibrio tra i diversi fabbisogni che viene descritto rimane quindi molto esposto alle intemperie di una congiuntura economica e sociale difficile”.
Secondo Carlino le risorse che la legge di Bilancio ha destinato alla sanità “non sono sufficienti”. Infatti, il presidente della Corte dei Conti ha affermato: “Sono certamente rilevanti, ma tuttavia non ancora sufficienti a invertire il profilo riflessivo già disegnato nel quadro tendenziale. I vincoli che si porranno in futuro sul fronte della spesa portano a guardare con preoccupazione al rinvio, nell’individuazione di soluzioni più strutturali ai problemi del nostro sistema sanitario”.
Anche il vice capo dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, Andrea Brandolini, dopo essere intervenuto su varie questioni economiche, ha affrontato il tema del livello della spesa sanitaria a seguito della presentazione da parte del Governo della Legge di bilancio.
Secondo Brandolini: “La spesa sanitaria diminuirà per il prossimo triennio tornando ai livelli di prima della pandemia da Covid. In prospettiva, l’invecchiamento della popolazione italiana, tra i più pronunciati al mondo, e l’associata diffusione di patologie croniche genereranno ulteriori pressioni per un incremento dell’offerta pubblica di prestazioni sanitarie. Secondo l’evidenza disponibile, il potenziamento della medicina territoriale, ossia l’erogazione di prestazioni al di fuori degli ospedali da parte di medici e pediatri di base, ambulatori e consultori, potrebbe avere un impatto favorevole sulle condizioni di salute della popolazione più fragile e sui costi complessivi della sanità pubblica”.
Che la sanità funziona sempre peggio, al punto che il diritto alla salute sta diventando un privilegio per pochi e non un diritto per tutti, se ne sono già accorti gli italiani. Se i giudizi negativi arrivano anche da autorevoli istituzioni come la Banca d’Italia e la Corte dei Conti al di fuori di qualsiasi strumentalizzazione politica, il Governo ha il dovere di rivedere immediatamente la finanziaria presentata per l’approvazione in Parlamento potenziando spesa sanitaria, per l’istruzione, la ricerca scientifica e per una efficace politica di potenziamento delle infrastrutture e non certo buttando soldi per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
Salvatore Rondello
(da “Avanti Online”)

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