
Una balla colossale è tornata ad aggirarsi in Italia in questi giorni, in seguito al diffondersi di voci di prossima riforma della legge elettorale. E’ la balla che vuole le preferenze portatrici del virus della corruzione in politica.
Sarebbero le preferenze ad alimentare il malcostume perché per raccoglierle occorrerebbe una ingente quantità di danaro. Non c’è limite alla sfrontatezza:coloro che si fanno propalatori di questa bufala sono proprio gli stessi che hanno trasformato il nostro sistema poltico in una squallida plutocrazia, nella quale, senza soldi o senza essere devoti di coloro che muovono i soldi, non si può aspirare nemmeno allo strapuntino di consigliere circoscrizionale. Con una aggravante: che i soldi che muovono la politica attuale sono in gran parte di tutti noi, cioè pubblici.
Frutti della corruzione a parte, il sistema è basato su due pilastri: il primo è costituito dagli ingenti finanziamenti ai partiti (cinque euro per ogni elezione di Camera, Senato, parlamento europeo, consigli regionali, ad elettore, compresi coloro che non votano). Il secondo dall’occupazione della radiotelevisione pubblica e privata e dei giornali. Diretta quella della RAI, tramite scambio di favori quella dei media privati.
Nessun soggetto politicamente nuovo sarebbe in grado di sfidare le centinaia di milioni di euro all’anno a disposizione del sistema dei partiti di governo e di opposizione che è infatti inamovibile come la sua eterna nomenclatura. E nessuno, nemmeno un nuovo Berlusconi sarebbe in grado di forzare la cortina mediatica a disposizione di venti o trenta esponenti dei partiti, sempre i soliti, che frullano da un talk show all’altro, come se davvero la loro presenza fosse attesa impazientemente dalla pubblica opinione.
Potrebbe essere peggio di così? E cosa c’entrano le preferenze? Nulla, se non fosse che la frattura tra i cittadini e la politica è ormai talmente profonda che quest’ultima sente il bisogno di guardarsi da ogni minimo spazio di libertà che possa essere messo a disposizione dei primi.
Non è il tipo di sistema elettorale a determinare la corruzione. I soldi, non più impiegati nella ricerca dei voti necessari per essere eletti, sono stati trasferiti nelle lotte interne per il controllo dei partiti e delle posizioni in lista che consentono l’elezione.
Personalmente non ho mai demonizzato le preferenze ed ho conosciuto decine di politici privi di mezzi che si sono conquistati migliaia di voti di preferenza e l’elezione al parlamento, nei consigli regionali e in quelli comunali, consumando paia e paia di scarpe, coltivando relazioni, rendendo incandescenti le linee telefoniche. Né sono innamorato di un sistema piuttosto che dell’altro. Mi basta che sia salvaguardato, in un modo o nell’altro, il diritto del cittadino di dire la sua nel momento decisivo, dopo l’indispensabile lavorio all’interno dei partiti. Ciò può avvenire tramite il voto di preferenza o i collegi uninominali, specie se accompagnati da elezioni primarie per la scelta dei candidati. Invece, fateci caso, coloro che demonizzano le preferenze non vogliono nessuna delle due cose. Vogliono che continui la loro squallida festa. E tutto il resto vada pure in malora.

Continuo a ribadire che non possono lamentarsi quelli che hanno deriso Bettino Craxi 20 fa, quando ci invitava ad andare al mare. Di che si lamentano oggi: mal che si vuole, non duole!
Grande Giampaolo! Sai che leggerti su PensaLibero è sempre un piacere???? … a tal proposito.. ma quando torneremo a pubblicare i tuoi bei contributi? Un abbraccione, Claudio
Caro Nicola,
Pur perfettamente d’accordo con te, per completezza d’informazione, desidero rilevare come sia diverso il discorso primarie e quello delle preferenze e come le due cose non siano facilmente compatibili.
Se vogliamo dei leader che si sfidano dopo le primarie che li hanno messi in cima alle rispettive coalizioni, le preferenze ulteriori potrebbero diminuire la già inesistente leadership del futuro Capo del Governo, vedi che persino quelli scelti da Berlusconi, lo tradiscono allegramente e se lui gli chiede di dimettersi, diventano così sordi, che più sordi non si può, persino se la Francia lo appoggia, il che è tutto dire.
Te lo vedi domani Renzi, con tutti che fanno quello che vogliono, perché hanno le preferenze?
Quindi direi prima di tutto poniamo le primarie senza trucchi, famoso quello di Rosy Crudelia: Lo statuto del PD dice che in una coalizione il PD è rappresentato dal Segretario del Partito Comunista: Il vincitore delle primarie, verrà invece malmenato, fucilato, imbalsamato e sotterrato, se dovesse sopravvivere, verrà cacciato dal Partito.
Complimenti Direttore. Non c’è altro da aggiungere.