Come cambiamo i tempo. E i luoghi. E pure i cartelli. A1, Autostrada del Sole, direzione nord: appena dopo Piacenza. Un cartellone. Una grande foto di terra e palazzi e la scritta “Siete in Lombardia”. Minaccia o constatazione? O semplice avviso. Più a Sud, tra Parma e Reggio nell’Emilia (mi spiace precisarlo pedissequamente ma si dice proprio così e non Reggio Emilia), l’uscita è Campegine Terre di Canossa. Fashion. Ormai anche gli svincoli e i cartelli autostradali evocano suggestioni storiche e geografiche più che indicare luoghi e paesi, soltanto. Da quando poi sono stati inventati gli outlet e cioè quelle grandi piazze della moda e delle firme vendute a costi più bassi dei centri storici, e con quelle curate architetture, beh anche lì gli svincoli autostradali hanno cambiato nome e immagine. Il primo fu quello di Serravalle sulla Milano Genova. Poi venne quello di Fidenza tra Parma e Piacenza e infatti quasi tutti adesso si danno appuntamento al Fidenza Village. Grande effetto dall’autostrada Bologna Firenze l’outlet di Barberino del Mugello. Gigante quello di Valmontone. Dalle nostre parti, più vicino a Mantova, c’era un tranquillo casello di Mantova Sud in territorio di Bagnolo san Vito. Da quanto c’è l’Outlet è diventato il casello della Città della Moda. In qualche maniera Bagnolo della Moda, prima o poi anche l’Autobrennero dovrà adeguarsi alle nuove mode commerciali e inserire nuovi cartelli. Guai a chiamarli centri commerciali. Sono qualcosa di più di una lunga serie di negozi, vetrine, ristoranti, bar gelaterie e parcheggi. Sono una… esperienza. L’altro giorno a Milano hanno presentato l’ultimo che aprirà a marzo 2011, vicino a Rovigo, a poche decine di chilometri da Mantova (in linea d’aria) e da Bologna e da Padova, esattamente a Occhiobello. Dunque i nomi: Bagnolo Santa Moda e non più San Vito, e Occhiobello Fashion. Sarà , dagli annunci, all’ultimo grido perché conterrà una serie di servizi e sportelli e spazi molto legati alò territorio. Anche gli Outlet si rinnovano. Le migliaia di auto potranno essere parcheggiate sotto i portici. Sì, tutto porticato. Ci sarà anche una ciclabile interna all’Outlet collegata con la ciclabile del Delta del Po e della campagne attorno al Po. Annunciano che ci sarà uno spazio bambini e ragazzi. Oltre ai soliti ingredienti oltre ai negozi sui ristoranti con i cibi tipi del territorio. Ebbene sì tutto questo a Occhiobello, confine Ferrara Rovigo, confine Emilia Veneto. Una zona una volta dimenticata adesso a grande potenziale rilancio. Calcolati 400 mila utenti potenziali a 30 minuti di macchina, tre milioni a 60 minuti. Padova a mezzora e Ferrara a venti minuti. C’è del potenziale in effetti. E qui le distanze in linea d’aria fanno la differenza con quelle stradali: perché ad esempio l’Outlet di Bagnolo che in linea d’aria non è lontanissimo ma per effetto del sistema autostradale quadrangolare A1, A4, A22, A13, i due Outlet non risultano nè saranno mai in concorrenza. Dunque avanti con nuovi luoghi in cui qualcuno si perde qualcun altro si ritrova qualcun altro ancora dice di star bene. Aumentano quelli che ci tornano. Non più una volta a stagione ma una o due volte al mese. Perché conviene. I negozi tradizionali hanno accusato un colpo in basso nel 2009 di circa il 16 per cento, gli outlet invece continuano ad incrementare gli affari, per il 2010 si attende in incremento tra il 7 e il 10 per cento. Al di là del dato commerciale queste nuove città della moda e diciamolo pure, del passatempo, cambiano i nostri paesaggi e i nostri viaggi. “Dai andiamo a vedere Ferrara la mostra su quel Matisse. Si dai ma prima o dopo passiamo all’Outlet Occhiobello. E dopo la maglietta ci mangiamo la salama da sugol. A sì e magari ci facciamo anche un giro in bicicletta. Sarà vera vita? Boh, Anche quello si chiedeva se era vera gloria. Quel che è chiaro è che è vera tendenza..
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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