Mentre nelle nostre sale arrivano alcuni dei film presentati al recente festival di Venezia e di cui vi abbiamo già dato notizia, sugli schermi di casa, sempre più grandi e perfezionati, in tono quasi sommesso, da domenica 17 ottobre parte la fiction “Terra ribelle” (Rai Uno ore 21) della regista fiorentina Cinzia Th Torrini.
Non provate a chiedere a chiedere a Cinzia il significato della sigla Th, è per lei unsa sorta di amuleto porta fortuna, non lo rivelerà mai.
A cinque anni dal successo di Elisa di Rivombrosa torna quindi su schermi ultrapiatti e in molte case nello splendore dei 5O pollici, la nuova fiction della nostra concittadina; Cinzia torna e ci parla di un angolo della Toscana fra i più amati e misteriosi, la Maremma.
In una Maremma di fine Ottocento, protagonista assoluta, Cinzia ci condurrà per mano raccontandoci una terra sconfinata, selvaggia e incontaminata, una storia di butteri e nobildonne, una storia di briganti, non solo vecchi racconti intorno al fuoco, ma anche realtà, dalla lotta al brigantaggio al fallimento della Banca Romana.
Una sorta di westwern con i butteri che ricordano tanto i cawboy delle praterie sterminate quindi ma Cinzia Th Torrini riesce anche ad introdurre un mistero che affonda le sue radici nel passato
In un panorama televisivo di grandi fratelli e isole dei famosi, di informazioni gridate e di processi mediatici iniziati ancor prima che si svolgano nelle aule dei tribunali, di pseudo politica basata solo sull’insulto e sul gossip, una storia d’amore che per sette puntate terrà incollato davanti al televisore il pubblico che ha già conosciuto i lavori precedenti di Cinzia.
Per sette settimane vivremo in un paesaggio incontaminato ma quello della maremma di fine ottocento non è più tale in Toscana e quindi Cinzia, che nelle localizzazioni delle sue location, non sbaglia mai, ha cercato altrove la sua Maremma e l’ha trovata in Argentina, terra ancora aspra e selvaggia. Location obbligatoria quindi per la natura incontaminata ma necessaria anche perché, incredibile ma vero, le location costano meno all’estero che non in Italia.
Dopo lunghi mesi di casting, in Argentina Cinzia ha trovato anche alcuni dei suoi interpreti. Quasi tutti volti nuovi, alla loro prima esperienza importante, sia gli italiani che gli argentini ed è quindi una fortuna, per Rodrigo Diaz e Anna Favella, essere stati scelti dalla nostra regista che vuole anche l’anima dagli attori, ma sa guidarli fino a dare il meglio di loro stessi; un lavoro costante per tutta la durata delle riprese ma che li porterà al successo come già successo a Vittoria Puccini, protagonista di “Elisa di Rivombrosa”
Si preannuncia un altro successo per Cinzia Th. Torrini non certo nuova a grandi soddisfazioni nella sua carriera.
Maria Rita Monaco
TERRA RIBELLE
Parliamo per una volta di televisione anche perché parliamo di una regista fiorentina Cinzia Th Torrini.
Di Maria Rita Monaco

Non meraviglierebbe se per produrre il serial della pampa “Terra ribelle”, una buffonata sgradevole agli occhi e all’udito, stesse una cordata di palazzinari, pardon “villettari” con galoppatoio, intenzionati a disseminare la povera Maremma di simili escrementi cementizi. Né sarebbe la prima volta che la pseudo cultura si offre come mezzana per solleticare il basso istinto al mattone. Roccamare ex sinistro covo “einaudiano” insegni. Dalle false élites al falso nazionalpopolare. Sempre peggio.