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Babele istituzionale e la politica deraglia

Nel momento più drammatico del nostro Paese dopo la seconda guerra mondiale non si cerca l’unità di intenti per salvare la pellaccia, ma al contrario si alimentano le fratture, dando uno spettacolo indecoroso in Europa e nel mondo.

di Roberto Caputo | 19 Aprile 2020

Commissari che commissariano altri commissari, commissioni tecniche che vanno in conflitto con commissioni scientifiche. cabine di regia senza regia, medici contro medici, regioni contro regioni, regioni contro governo centrale, sindaci contro regione, comunicatori contro comunicatori, insomma una vera babele istituzionale dove spesso la plancia di comando è vuota e la nave procede senza bussola. E i partiti? Si adeguano a questa confusione, o meglio la rappresentano e ne diventano i titolari. Nella maggioranza lo scontro sul MES ha portato ad un voto differente tra il PD e il M5s prima in Europa e poi in Parlamento. Nell’ opposizione un Salvini ormai allo sbando e con la Lega che continua a perdere consensi si differenzia da Berlusconi e da Forza Italia. e a volte anche dal suo vice Giorgetti. Nel momento più drammatico del nostro Paese dopo la seconda guerra mondiale non si cerca l’unità di intenti per salvare la pellaccia, ma al contrario si alimentano le fratture, dando uno spettacolo indecoroso in Europa e nel mondo. E il lavorio per cambiare governo è sempre più intenso. Il nome di Draghi è sempre il più titolato, ma negli ultimi giorni è emerso anche quello di Colao. La politica viene strigliata severamente dal nuovo presidente di Confindustria, Bonomi. I poteri forti e meno forti si stanno muovendo in uno scacchiere altamente scivoloso, dove le conflittualità sociali sono sul punto di esplodere. Mala tempora currunt.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: berlusconi, confindustria, draghi, europa, governo, guerra mondiale, italia, lega, medici, mondo, opposizione, parlamento, pd, seconda guerra mondiale

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gian Franco Orsini

    20 Aprile 2020 alle 06:51

    Il nostro editorialista illustra brillantemente la situazione costituzionale italiana, tacendo sulle cause della inadeguatezza delle nostre istituzioni. La nostra costituzione (1948) è la copia della costituzione della quarta repubblica francese. I francesi, travolti dalla crisi della guerra d’Algeria, hanno con De Gaulle, nel 1858 rottamato la costituzione del 1946 scegliendo il sistema costituzionale semi-presidenziale, che da allora sembra aver dato buoni risultati di governabilità. Quando gli italiani si renderanno conto che la costituzione del 1948 è tutto meno che la costituzione più bella del mondo perchè non riesce ad assicurare la governabilità?

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