Pochi lo hanno scritto. Anzi, quasi nessuno. Ma nel 2001, a proposito del buco di bilancio nelle casse dello Stato, aveva ragione Tremonti. La denuncia, fatta in diretta Tv al Tg1, fece scalpore. Il Ministro dell’economia disse che il disavanzo era pari a 23,2 miliardi di euro e che, a conti fatti, c’era il rischio di arrivare a 32 miliardi. Una voragine. Si scatenò subito la polemica. Centro sinistra all’attacco di Tremonti e del Tg1, il primo accusato di mentire in modo plateale, disse Visco “confonde i numeri e terrorizza il Paese”, il secondo messo in croce per aver fatto da cassa di risonanza. Ora, a conti fatti, l’Istat ha fatto giustizia. Il deficit era di 36 miliardi di euro. Viene in mente la polemica di oggi sul livello del deficit pubblico. I dati lo collocano al 3%, soglia limite impostata da Maastrich ma comunque in linea con i parametri europei. Saldo primario (indebitamento al netto degli interessi) pari al 2% del PIL, in diminuzione rispetto al 2,4 del 2003 e al 3,2 del 2002. Pressione fiscale in diminuzione di un punto percentuale rispetto all’anno scorso. Dati certo non esaltanti ma positivi, considerando la congiuntura internazionale. Legittima quindi la soddisfazione del Governo. Scontato, visti i precedenti, il commento dell’opposizione “dati falsi e conti truccati”. Il solito Visco è andato giù duro “Sono dati pessimi. Confermano tutto l’allarme che le opposizioniavevano lanciato sulla manipolazione dei conti pubblici”. Non resta allora che fare come nel 2001. Aspettare qualche anno e vedere chi ha ragione. Speriamo però che la prossima volta il dato finale dei conti dello Stato, relativi al 2004,

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