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Avanti! La vera storia

Il mio amico Fulvio Abbate, riferendosi al caso Lavitola Ranucci lo ha definito non senza ironia: “quel pasticciaccio brutto di Viale Quattroventi” parafrasando Gadda, esso finirà come deve finire, se ne è parlato anche troppo e ce ne scorderemo presto, altre questioni angustiano i nostri connazionali.

di Bobo Craxi | 14 Agosto 2026

Il mio amico Fulvio Abbate, riferendosi al caso Lavitola Ranucci lo ha definito non senza ironia: “quel pasticciaccio brutto di Viale Quattroventi” parafrasando Gadda, esso finirà come deve finire, se ne è parlato anche troppo e ce ne scorderemo presto, altre questioni angustiano i nostri connazionali.

Piuttosto esiste un rimbalzo della questione che lambisce una vecchia storia reale e non romanzata che riguarda la testata dell’Avanti! una vicenda meno grottesca che merita tuttavia un chiarimento di carattere storico perché diversi lustri son passati.

Che Valterino bazzicasse il Psi i socialisti lo sanno ed infatti ciascuno a modo suo lo ha ricordato; nelle luci e nelle ombre della sua militanza antica.

L’Avanti! Cessò le sue pubblicazioni all’incirca verso la fine del 94, sommerso da debiti verso i quali non era possibile fare fronte tenuto conto del congelamento delle finanze regolari del partito. Lo fece la gestione Del Turco.

Un furbo giornalista napoletano conoscendo le regole sulla discontinuità delle testate, dopo un periodo di assenza dalle edicole azzardò la registrazione di una testata segnatamente apocrifa ( un po quello che anni dopo accadde all’Unità)

Si rivolse a Valterino che a sua volta attraverso un ex parlamentare psi arrivò ad uno stretto collaboratore di Craxi, dirigente politico.

Beppe Scanni fece cenno di questa opportunità di rieditare l’Avanti! In formato ultra ridotto a Craxi, come si ricorda in cattività e ridotto al silenzio dall’assordante censura dell’epoca.

L’idea dello samizdat in piena Mani Pulite certamente lo spinse ad incoraggiare e sostenerne l’iniziativa.

Sotto la direzione di Giancarlo Lehner prima e poi dello stesso Scanni , con i contributi di diversi compagni fra i quali Biagio Marzo, Pillitteri, Di Donato ed altri giovani e meno giovani collaboratori a titolo gratuito prese vita un foglio socialista di controinformazione gestito da una cooperativa. Dal 97 sino al 2000 nonostante le peripezie e gli scontri sulla gestione Edmond Dantes (il nom de plume che Craxi scelse per sé) continuava a produrre i suoi pensieri e sovente, rinunciando allo schermo dello pseudonimo, anche siglando di suo pugno degli editoriali dall’esilio.

Quel che accadeva a Roma, tuttavia era una gestione confusa difficile da governare dall’estero, in essa si è inserito Lavitola che non per caso alla morte di mio padre, grazie anche a consistenti sostegni estranei alla vicenda socialista, mise in minoranza i membri della cooperativa legati a Craxi ( compreso chi scrive) e trasferì armi e bagagli la testata con la complicità di alcuni compagni oramai legati a doppia mandata a Forza Italia nella sua orbita.

Il resto è noto, ricordo che ebbi modo di definire il giornale “un foglio di spionaggio politico” rompendo ogni rapporto politico e riconquistando quindici anni più tardi un rapporto personale complice la sua attività culinaria. Ma questa è altra storia.

Chi prende le distanze per una ragione od un altra tende a separare la comune militanza dalle evoluzioni personali di Valter, direi che per quanto riguarda la politica egli fuoriuscí dall’orbita socialista ventisei anni or sono; sufficienti per non sentirsi coinvolti e per inutili e pelose prese di distanza. Evidentemente non conoscevano questa storia che nulla evidentemente ha a che vedere con i fatti di oggi, questo rivolto ai detrattori dei socialisti ma anche chi si impanca a giudice morale pensando di difenderli.

Bobo Craxi

Pubblicato in : Editoriale

Info Bobo Craxi

Vittorio “Bobo” Craxi è un politico italiano, già sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l’ONU nel secondo governo Prodi. Già esponente del Partito Socialista Italiano storico, membro del Nuovo PSI e passato poi alla formazione politica dei Socialisti Uniti, ha aderito in seguito col suo gruppo al ricostituito Partito Socialista Italiano. È il figlio secondogenito di Bettino Craxi e fratello di Stefania.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    14 Agosto 2026 alle 13:19

    Sull’ Avanti! che uscì in tutte le edicole, dal 1998 al 2002 circa, scrissi anch’io un paio di volte.
    Su quelle pagine divenni molto amico di Aldo Chiarle, con il quale ebbi per anni un rapporto epistolare e di amicizia, quando ci vedevamo a Roma o a Venezia.
    Fu un bel progetto, ma nessuno di noi sapeva che dietro ci fossero manovre strane di questo Lavitola, che ignoravo chi fosse, salvo leggere che ne era editore.
    Una storia molto triste, che una volta di più mi convinse che un serio PSI o un suo serio organo di stampa, cartaceo, senza equivoci, mai sarebbe rinato.
    L’unica testata interessante in questo senso rimane ad ogni modo “Critica Sociale”.

    Rispondi

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