al Presidente della Repubblica Napolitano, al Presidente del Senato Marini, al Presidente della Camera dei Deputati Bertinotti, al Presidente del Consiglio Prodi, al Ministro dell’Interno Amato, al Ministro del lavoro Damiano, al Ministro della Solidarietà Sociale Ferrero, ai Parlamentari della Repubblica Italiana, al Comitato per la regolarizzazione dei clandestini, al Direttore di archiviostorico.pensalibero.it , alla Redazione di www.meltingpot.org/
Istanza di una lavoratrice ucraina clandestina presidente della Rondine
Hrytsay Alla, nata in Ucraina il 25/6/67, cittadina Ucraina, non in possesso di permesso di soggiorno, presidente della Rondine – associazione lavoratori Paesi Est Europei in Italia – con sede in Napoli alla Piazza Garibaldi n. 80, assistita dagli avvocati Biagio Di Maro e Vincenzo Oliva dell’ufficio legale dell’associazione Rondine, espone quanto segue:
Sono entrata in Italia in data 12/11/04 con un visto turistico sapendo bene che venivo in Italia come clandestina per lavorare “a nero”, ma avevo bisogno di lavorare e non c’è un modo diverso.
Denuncio che per avere il visto detto, cioè per venire in Italia a lavorare consapevolmente “a nero”, ho dovuto pagare la somma di € 2.100 ad un’agenzia che, come tante in Ucraina, approfitta delle lungaggini dell’Ambasciata Italiana per procurare visti in tempi più ristretti.
Presso l’Ambasciata detta ci vogliono mesi solo per ottenere la data di ricevimento.
Denuncio che a Napoli per avere lavoro “a nero” ho dovuto pagare una mia connazionale che sfrutta le persone come me.
Ho lavorato “a nero” per diverse persone e non sono stata pagata adeguatamente.
Poi h! o conosc iuto l’associazione Rondine i cui aderenti mi hanno motivata a collaborare con la Magistratura Italiana per cui ho presentato una denuncia per i fatti di cui sopra e di questa associazione sono diventata presidente.
Nel mese di marzo scorso 2006 mi fu detto che potevo regolarizzarmi con i c.d. flussi ed avevo la possibilità di fare un contratto con una famiglia di Napoli come collaboratrice domestica.
Ma l’avvocato Di Maro, mio vicepresidente, mi sconsigliò di far presentare la domanda dalla suddetta famiglia di Napoli dicendomi che la stessa poteva essere presentata solo per extracomunitario che è nel Paese di origine mentre io ero in Italia.
Tuttavia nello stesso marzo 2006, in 48 ore!, vi è stata la presentazione di oltre 488.000 domande di autorizzazione al lavoro per cittadini non appartenenti alla U.E. che, di tutta evidenza come da notizie lette con rilievo dai giornali, come il Ministro Ferrero ha dichiarato di essere a conosc enza con dichiarazione riportata dal sito http://www.meltingpot.org/ , sono già in Italia perchè è inimmaginabile che chi ha fatto la domanda di assunzione l’ha fatta per lavoratore di cui non conosce le capacità lavorative.
Non ci prendiamo in giro!
Tuttavia, da notizie che leggo sulla stampa, i 488.000 titolari di domande di autorizzazione al lavoro (i c.d. flussi) stanno ottenendo il relativo nulla osta al visto di ingresso cui fa seguito il contratto di soggiorno pur essendo in Italia, mentre io che ho seguito il consiglio di fare come si è fatto negli anni precedenti resto clandestina e, con me, altre migliaia di lavoratrici e lavoratori extracomunitari.
Poiché l’accoglimento di queste domande è evidente che viene data in risposta alla nuova realtà (di cui, ripeto, i Ministri sono a conoscenza) chi, come me, è rimasto fuori dai c.d. flussi (ma è nella identica posizione di aspettativa giuridica), stan te la concreta possibilità di lavorare in Italia, ha prese! ntato co munque la domanda di permesso di soggiorno per posta direttamente al Ministro Onorevole Amato.
Ma vi sono vi sono problemi per gli uni e gli altri che qui denuncio:
Per i primi, i 488.000 titolari di domande di autorizzazione al lavoro, il problema è che pur ricevendo il nulla osta al visto (che agli stessi non serve perché sono già in Italia) quando si recano con i datori di lavoro per la sottoscrizione del contratto di soggiorno ricevono un rifiuto dagli sportelli unici sulla cui legittimità c’è da dubitare.
Per gli altri, il Ministro Ferrero sempre sul sito http://www.meltingpot.org/ ha dichiarato che solo i titolari delle prime 350.000 domande dei c.d. flussi saranno regolarizzati mentre gli altri (pure titolari) nonchè quelli, come me, che non sono titolari di domanda di autorizzazione al lavoro (ma hanno la stessa aspettativa giuridica) non se ne conosce la sorte!
Se non lo sa un Ministro della Repubblica chi de ve occuparsene?
In uno ad altri miei connazionali, pure iscritti alla mia associazione, ho formulato (con atto notificato il 14/12/06) al Ministro dell’Interno una formale richiesta ex L. 241/90 di pronunciarsi sulle richieste di permesso di soggiorno con indiretta richiesta di affrontare la nuova problematica riscontrata, ma non si è avuto riscontro.
Si tace sul problema? Ma i Ministri dell’Interno e del Lavoro hanno in Loro possesso, con generalità complete e recapiti di passaporto, atti di centinaia di migliaia di extracomunitari che sono in Italia e, come me, sono senza permesso di soggiorno.
I Ministri detti, che hanno dichiarato di essere a conoscenza di queste realtà anche nei numeri (che testimoniano che il problema è una mina sociale pronta ad esplodere) o danno una soluzione al problema che, compatibilmente alla legge, va incontro alle reali esigenze sia dei diritti degli extracomunitari che del mercato del lavoro co n una regolarizzazione di chi effettivamente lavora in Itali! a o tras mettono gli atti alla competente A.G.. La terza strada è che, di tutta evidenza, si sta rimandando il problema che, per i numeri detti e per la pericolosità sociale, non può subire ulteriori rinvii perchè sarebbe da irresponsabilità politica.
Interpretando l’istanza di centinaia di migliaia di extracomunitari nelle mie stesse condizioni rivolgo un rispettoso invito al Presidente Napolitano perché avvalendosi dei poteri costituzionali possa intervenire.
Invito, con lo stesso rispetto, i Ministri dell’Interno e del Lavoro a chiarire se hanno dato atto (o si avviano a dare a breve) ad una soluzione del problema (che ad oggi dagli organi di informazioni non si rileva) ovvero se, in alternativa, hanno scelto la strada che porta alla trasmissione degli atti in Loro possesso alla competente A.G.
Nel caso di assoluta assenza di riscontro alla presente entro un ragionevole termine ci sarà un SIT IN di clandestini innanzi alla sede del Parlamento Italiano ed altre pacifiche manifestazioni nel rispetto della legge, come nella tradizione della Rondine, al termine delle quali darò mandato all’Ufficio Legale per informare della problematica, nelle forme di legge, l’A.G.
Chiedo ai Parlamentari della Repubblica e con Essi al Presidente del Senato Franco Marini ed al Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti di intervenire.
Con osservanza
Alla Hrytsay
Presidente della RONDINE
Associazione lavoratori Paesi EstEuropei in Italia
Piazza Garibaldi 80 Napoli
Tel&fax 06/23328634
e-mail: rondine1@katamail.com

Mi risponda l’On.le Giordano sull’evasione contributiva e sui clandestini.
Ieri sera (9 gennaio) l’On.le Franco Giordano intervenendo a Ballarò ha illustrato che in Italia vi è una evasione di contributi assicurativo/previdenziali di 34 miliardi.
Questo testimonia che nel Ns Paese c’è una piaga del lavoro “a nero” che è paurosa.
L’aspetto più vistoso è che in Italia ci sono centinaia di migliaia di extracomunitari clandestini e lavoratori “a nero”, cifra testimoniata dalle domande presentate di autorizzazione al lavoro e dalle autodenunce indirette.
Di conseguenza ci sono centinaia di migliaia di posizioni assicurativo/previdenziali che sono evase non per volontà degli extracomunitari. E questo è un altro aspetto della clandestinità e di quanto denunciava l’On.le Giordano da tenere conto.
L’On.le Giordano, e tutti Noi con Lui, dobbiamo sapere che l’attuale Governo Prodi nulla sta facendo per permettere a queste centinaia di migliaia di extracomunitari oggi clandestini che hanno già un lavoro (e che danno ricchezza all’Italia) di poter essere regolarizzati, di poter vivere una vita decente e (per rimanere nell’argomento sollevato dall’On.le Giordano) di poter avere una posizione assicurativo/previdenziale.
Insisto sul punto a costo di essere noioso che sto parlando di extracomunitari che hanno già un lavoro e che lo devono espletare necessariamente “a nero”.
L’eliminazione di questa piaga costituisce il carattere d’urgenza che può comportare, volendo, l’emissione di un decreto legge, già questa mattina, per la regolarizzazione di chi ha un effettivo lavoro. Accanto a questo deve seguire una lotta seria al lavoro “a nero” che comporterà un impegno straordinario delle forze di Polizia.
L’On.le Giordano, a Caserta già da domani ed altrove, condizionerà l’apporto parlamentare, determinante, di Rifondazione Comunista alla risoluzione di questo problema?
Il Ministro Ferrero rassegnerà le dimissioni se non ci sarà fattiva risoluzione di questo problema?
Gino Di Maro
Vicepresidente della Rondine