Mentre in Germania, dove si era votato tre settimane prima, la formazione del governo è in alto mare, in Austria il negoziato tra Kurz e Strache è andato avanti senza scosse e si è concluso prima di Natale, come promesso. Anche in Austria come in Germania c’erano i numeri per una riedizione della ‘Grosse Koalition’, ma non la volontà politica. Troppe le divergenze fra il partito del vincitore delle elezioni, la ‘nuova’ OeVP, i vecchi ‘popolari’, e gli ex-alleati socialisti. Più facilmente superabili, per quanto possa sembrare strano, quelle con la destra ‘libertaria’, l’FPOe. Notevoli anzi le convergenze programmatiche: riduzione del carico fiscale, snellimento della Amministrazione, rafforzamento della sicurezza (più fondi e personale alla Polizia), contenimento dell’immigrazione. Perciò già pochi giorni dopo il voto era chiaro che la coalizione si sarebbe fatta fra i ‘turchese’ (ex ‘neri’: Sebastian Kurz, il premier più giovane, ha voluto cambiare persino il colore tradizionale del partito popolare) e gli ‘azzurri’.
Lo scoglio dell’Europa evitato e un patto dettagliato
Uno scoglio poteva essere la diversità di vedute sull’integrazione europea, anche se Heinz-Christian Strache aveva messo molta acqua nel suo vino nazionalista ed euroscettico. Ma Kurz, spalleggiato dal presidente della Repubblica Alexander van der Vellen, ha subito chiarito la propria indisponibilità a compromessi in questo campo. Grazie alla flessibilità mostrata da Strache ed alla abilità diplomatica del giovane Kurz, la trattativa si è svolta in un clima cordiale. Se è durata due mesi è perché si è voluto delineare un programma di governo dettagliato, in modo da evitare future contestazioni. Leggi tutto:
http://www.affarinternazionali.it/2017/12/austria-accordo-kurz-strache/

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