Arrivo con diversi giorni di ritardo. E, lo confesso, ma lo spieghero’ dopo, grazie al quotidiano cattolico l’Avvenire. Dunque: sabato sera viene riproposto il monologo di Marco Paolini “Ausmerzen”, ovvero la pianificazione dell’annientamento delle diversita’ psichiatriche in Germania nella prima meta’ del secolo scorso. Uso questo termine temporale non a caso: l’ “Ausmerzen”, ovvero la liquidazione – chiamiamola con il suo nome – dei cosiddetti pazzi, malati psichiatrici, divergenti o piu’ semplicemente ‘non allineati’, non e’ come la Shoah un prodotto del nazismo. E’ un prodotto della cultura positivista e della ricerca scientifica della Bella Epoque. Risale ai primissimi anni del Novecento e agli ultimi del secolo precedente. Ora: il monologo di Paolini e’ bellissimo, commovente. E fa raccapricciare il solo apprendere che uno Stato poteva impossessarsi dei figli di un cittadino per sottoporlo ad un trattamento (mortale) che liberasse il cittadino stesso e la societa’ dall’onere economico di mantenerlo e dall’angoscia collettiva che potesse a sua volta generare diversita’ e divergenza. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze portati lontano, in ospedali psichiatrici occultati alla vista e alla possibilita’ di accesso, eliminati con una dieta che noi chiamiamo fame e, se sopravvivevano, con una iniezione letale. Il monologo di Paolini e’ crudo, e’ efficace, fa piangere. E insiste proprio sul fatto che l’ “Ausmerzen” sia cominciato molto prima del nazismo e sia finito poco dopo, a guerra finita, quando gli Alleati si accorsero che ancora in tanti manicomi si eliminavano cosi’, fino al ’45, al ’46, i ‘pazzi’ o presunti tali. Quindi quella eugenetica non e’ figlia ‘solo’ del nazismo. Ha radici ben piu’ profone e non ancora estirpate. Ma il ragionamento di Paolini poi si ferma. E’ un artista e non deve dare soluzioni ma porre domande. E una la pone, senza profferirla: l’eugenetica che voleva uccidere, ed ha ucciso, i pazzi, gli indegni o gli inutili alla vita, e’ la stessa che oggi ci propone l’eutanasia e l’aborto? Lo dico da convinto sostenitore della autonoma e cosciente decisione di ciascuno a disporre della propria vita, e delle donne a decidere della propria maternita’. Lo dico da laico assoluto e convinto, e proprio per questo senza nascondere la testa sotto la sabbia. Ma lo dico anche con stizza. Perche’ questa mia (pedestre?) riflessione l’ho tenuta per me, per orma diversi giorni. Fino a quando stamani ho letto alcune lettere sull’Avvenire proprio su questo tema. E che ponevano la stessa domanda che mi pongo. Certo, sono cattolici che scrivono ad un quotidiano cattolico. Vivono il relativismo come se fosse una bolla di scomunica. Ma il problema lo hanno posto, proprio come io lo pongo. La differenza, casomai, e’ che il problema loro lo pongono al povero Paolini, che una risposta non la puo’ dare. Io la pongo a me stesso. E mentre loro hanno una certezza, a me resta la grandezza del Dubbio. Non per cavarmela a buon mercato, ma preferisco il Dubbio (non e’ un errore, la D maiuscola e’ voluta) alla certezza. Con la ‘c’ minuscola.
Stefano Fabbri

Settimana scorsa, venerdì, 28 genn.,ad un canale tv-satellitare ASTRA-1, alla stazione di Berlino-THEATER, verso le ore 22, ho assistito con raccapriccio, ad uno “spettacolino” veramente indecente. Un cantautore italiano nome Pippo Pollina, giovane, di pronuncia meridionale, cantava in lingua tedesca, accompagnato da chitarra, come un menestrello, conzoncine anti-cav e anti-governo italiano (berlusca, mafioso, pedofilo, dittatore, ecc.). Alla fine, ti vedo il parlamentare-europeo idv Orlando Leoluca, con faccione,che sale sul palco del teatro ad abbracciare questo giovane, con sorriso al pubblico tedesca, ripetendo gli insulti prima detti, anzi peggiorandoli. Mi ricordo questo ex sindaco di Palermo,che già aveva organizzato in passato “la pantera”, . Non voglio farla lunga ma, quando questa nostra Italia troverà cittadini suoi che ne difendono il nome, soprattutto all’estero??? In Italia, c’è qualche legge o autorità che si interessa di ciò. Sono solo un piccolo buon italiano, scandalizzato.
Caro Stefano puoi essere laico quando vuoi , ma il solo pensare di eliminare un essere umano, perchè è un ritardato , perchè è indifeso nella pancia della madre o perchè in coma, è sempre di “ausmerzen”.
Noi laici non dobbiamo usare la parola dubbio quando non riusciamo a capire, la morte si capisce benissimo.
ciao