
L’inizio delle vaccinazioni anti covid, in Italia e nel resto di Europa, a parte qualche eccesso propagandistico che ha coinvolto esponenti del governo nazionale non più di tanti presidenti di Regione, è una iniezione di speranza e fiducia della quale si sentiva fortemente il bisogno. Potrebbe persino contribuire a svelenire i rapporti tra i protagonisti della nostra scena politica, maggioranza ed opposizione, rendendoli consapevoli che ci troviamo di fronte ad una crisi di sistema. E che, senza risolverla, sarà ancora più difficile affrontare tutti gli altri problemi: che vedono in testa, ma non si esauriscono con l’emergenza sanitaria ed economica.
Da troppo tempo in Italia i governi si formano tra forze eterogenee, senza un progetto comune per fare avanzare il paese. E senza rispettare la regola delle regole di ogni Stato, ovvero la Carta costituzionale. Questa anomalia che su Pensalibero denunciamo da anni, è stata fotografata magistralmente da Michele Ainis, docente di diritto pubblico, in un articolo su Repubblica. Riferendosi alla legge di bilancio. Ainis ricorda che i parlamentari discutono di “un coacervo di misure senza disegno” secondo la definizione dello stesso Ufficio parlamentare di bilancio. “Questa emorragia di norme e di decreti – rileva dal canto suo Ainis – scorre per lo più al di fuori delle procedure stabilite, ferendo il senso della legalità se non anche il buonsenso”. Oggi si accampa l’emergenza sanitaria per giustificare tutte queste anomalie: decreti adottati a ripetizione senza “necessità e urgenza”, bilancio sostanzialmente affidato ad una sola Camera perché all’altra non viene lasciato il tempo sufficiente per esaminarlo (e nemmeno al Presidente della Repubblica per promulgarlo), i decreti approvati “salvo intese”. Ma non è così, e l’andazzo va avanti da tempo, senza distinzione per il tipo di maggioranza in carica pro-tempore. E ne abusarono, da presidenti del consiglio, anche Berlusconi e Renzi, che pure disponevano di ampie maggioranze e avrebbero potuto fare a meno di “esautorare” il parlamento. Entrambi, in verità, provarono a riformare il sistema. Ma fallirono, con ciò dimostrando che il problema può essere risolto solo in maniera bipartisan; meglio se affiancando alle due Camere una Assemblea Costituente, eletta con legge proporzionale, che duri in carica giusto il tempo necessario a varare la grande riforma.
La scorsa legislatura (2013-2018) riuscì ad assicurare tre governi (Letta, Renzi e Gentiloni) solo grazie ad una serie di smottamenti nelle alleanze e nei partiti che si erano presentati al voto e facendo un uso tutt’altro che moderato della antica pratica del trasformismo. La legislatura attuale non sta andando meglio, tanto che, nella prima parte è stata dominata da un presidente del consiglio sostenuto, una dopo l’altra, da maggioranze diverse e da un partito 5 Stelle, due volte spergiuro nei confronti degli elettori ai quali aveva promesso che mai avrebbe stretto alleanze con chicchessia. Un grande Paese come l’Italia non può affidare al caso e alla precarietà i suoi governi. Dunque, riformare il sistema è indispensabile. E tutti i partiti dovrebbero perseguire l’obbiettivo in unità di intenti. Comincino intanto a cambiare il clima, legittimandosi vicendevolmente. Chissà che un progetto di largo respiro come questo non risulti meno arduo dei piccoli aggiustamenti ad un governo che ha esaurito ormai la sua spinta. In ogni caso l’augurio per il 2021 alle porte è che, assieme alla pandemia, ci porti via anche la vecchia, angusta e insopportabile politichetta: attentissima al Palazzo, sorda ai bisogni della gente.
Nicola Cariglia

Carl Schmitt non lo conosce nessuno in Italia. Siamo in uno stato di eccezione, il momento più pericoloso per le democrazie parlamentari
“In ogni caso l’augurio per il 2021 alle porte è che, assieme alla pandemia, ci porti via anche la vecchia, angusta e insopportabile politichetta: attentissima al Palazzo, sorda ai bisogni della gente.” Cari auguri Direttore!