Nelle problematiche della società contemporanea spiccano due aspetti che nella cultura moderna hanno trovato spazio nel pensiero e nelle elaborazioni di costituzionalisti, economisti sociologi e politici: i criteri e gli strumenti della rappresentanza politico/istituzionale e la formazione delle classi dirigenti.
Dalla lettura delle opere di Carlo Rosselli – oltre alle considerazioni sull’età a lui contemporanea e alla critica contro il massimalismo – si traggono elementi di modernità che sono di aiuto alla proposizione di un futuro per la nostra società.
Carlo Rosselli afferma in primo luogo che la libertà – meta principale del socialismo liberale – può essere salvaguardata solo da un meccanismo democratico che ha il suo fondamento nelle istituzioni, non solo in quelle che nascono dalla rappresentanza, ma anche in quelle che nascono dall’autorganizzazione e dall’autogoverno dei cittadini, partiti, sindacati, associazioni.
La sua proposta si fonda su una concezione pluralistica dello Stato e della società che, sul piano della teoria politica, conferisce alle istituzioni della democrazia un valore primario, non statico, in quanto esse sono il risultato concreto dell’etica degli individui e di ciò che il volontarismo degli individui mette in atto tramite la lotta politica.
Nella rappresentanza politica e nelle forme di autogoverno si sviluppano socialismo e democrazia, due concetti strettamente connessi che attraverso l’azione degli individui si ridefiniscono in funzioni politiche autonome in grado di rendere possibile la loro compatibilità.
In questo regime di vita associata viene assicurata a tutti la possibilità di un pieno svolgimento della loro personalità.
È in queste dimensioni operative, finalizzate alla costruzione di una società libera dove la libertà non viene elargita od imposta, ma deve essere conquistata con duro personale travaglio nel perpetuo fluire delle generazioni, che si migliorano le istituzioni e si formano le classi dirigenti.
L’attualità del suo pensiero trova immediato riscontro nella prospettata elezione indiretta del Senato da parte dei Consigli regionali, con la più immediata prossimità del rapporto elettori/consiglieri/senatori; con forme di federalismo dei comuni nelle elezioni degli organi delle Città metropolitane, come auspicato da tempo dal Circolo Fratelli Rosselli di Roma; dalla legislazione e dal sostegno per il terzo settore; dalle diffuse forme di volontariato e di associazionismo in ogni momento della vita quotidiana, dove si mettono alla prova le capacità imprenditive di giovani e meno giovani. Tutte manifestazioni che sottendono concetti di libertà e di liberazione e danno senso ad azioni che ispirate dal solo fare sarebbero caduche e fallaci.
Giorgio Panizzi (movimentimetropolitani.it)
Carlo Rosselli (Roma,1899 – Bagnoles de l’Orne, Francia,1937). Docente universitario, storico, giornalista e filosofo, assunse molto giovane una posizione di opposizione al fascismo. Fu mandato al confino a Lipari dove scrisse l’opera più famosa, Il socialismo liberale, che fu pubblicata nel 1930 a Parigi
Fu assassinato assieme al fratello Nello da sicari francesi, per ordine di Mussolini, il 10 giugno 1937 a Bagnoles de l’Orne in Francia.
Fu il teorico del “socialismo liberale“, un socialismo riformista non marxista ispirato al laburismo inglese.
Nel 1925 fondò a Firenze il foglio clandestino «Non mollare» e nel 1926, insieme al socialista Pietro Nenni, la rivista «Il Quarto Stato».
Fondò nel 1929 a Parigi il movimento antifascista “Giustizia e Libertà“, che combatté per la Repubblica nella Guerra civile spagnola.

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