
Si è vero.
La sinistra nel dopo guerra ha letteralmente occupato il campo vasto della cultura italiana. Teatro, cinema, musica, arte sono stati per anni monopolio dell’intellighenzia comunista e post comunista.
Un cantante se non andava alla Festa dell’Unità usciva dal “giro”, veniva emarginato.
Ebbe problemi addirittura Lucio Battisti.
I “famosi intellettuali” venivano spesso premiati, per la loro appartenenza, anche con un posto in Parlamento o nel consiglio di amministrazione di qualche Ente nazionale. Nella stessa RAI trovarono lavoro molti di quei personaggi.
Insomma una vera “occupazione culturale”.
Ora che governa la destra è scattata la naturale rivalsa. Forse comprensibile. Ma un grave errore.
Giorgia Meloni ha fatto molte nomine in base all’appartenenza. Lo stesso eccesso della sinistra Invece sarebbe stata l’occasione per distinguersi, per imboccare una nuova strada, per dimostrarsi diversi.
Non ultima la nomina fatta dal ministro della Cultura al Piccolo Teatro di Milano di Geronimo La Russa, figlio del Presidente del Senato.
Nulla da eccepire sulle capacità ma a Milano vi sono molti nomi di prestigio liberali o di destra, perchè arrivare a questa poco simpatica forzatura?
Un erroraccio.
Meloni non dimenticarti quando denigravate il sindaco Pillitteri chiamandolo “il cognato”.
Roberto Caputo

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