Nei giorni scorsi è emerso pubblicamente il dato di per sé preoccupante relativo a un saldo complessivo di crediti contributivi a favore dell’Inps, non riscossi, pari a circa 104 miliardi di euro. In genere, i media hanno “letto” la notizia imputando l’aggravio ad una mala gestio dell’ex Inpdap, istituto soppresso con la legge Fornero n. 214/2011, entrata in vigore l’1.1.2012, la quale ha anche disposto la confluenza delle diverse gestioni ex Inpdap nella struttura e nel bilancio dell’Inps.
Se dunque il dato dei 104 miliardi possa riguardare in parte maggiore o minore soprattutto il passato, dal rendiconto di bilancio 2014 dell’Inps emergono invece dati ancora più preoccupanti, perché relativi ai dis-avanzi correnti (2012-2014) certificati nella gestione sia CPDEL (Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali) che CTPS (Cassa Trattamenti Pensionistici Statali). Disavanzi che farebbero piuttosto pensare a una crisi del sistema di contabilizzazione tra “entrate” e “uscite” pensionistiche, e quindi a una crisi strutturale del sistema assicurativo di riscossione e pagamento.
Abbiamo ripetuto più volte che in Italia il sistema di pagamento delle pensioni, distinto per gestioni corrispondenti, prevede un meccanismo cosiddetto “a ripartizione”: con i contributi dei lavoratori in attività di servizio si provvede, quasi una sorta di nesso sinallagmatico, al pagamento delle prestazioni degli aventi diritto che viceversa non sono in attività di servizio. Per mantenere questo equilibrio, è quindi necessario che il rapporto tra contributi e prestazioni sia almeno pari a 1 o, altrimenti detto, che la misura delle prestazioni in pagamento (dall’Inps) non ecceda la misura delle contribuzioni versate (all’Inps).
Il rendiconto Inps 2014, in merito alla “Gestione speciale di previdenza dei dipendenti dell’amministrazione pubblica, già iscritti all’INPDAP”, presenta i seguenti dati di esercizio (in milioni di euro) relativi agli ultimi tre anni (2012-2014):
| ANNO | ENTRATE | USCITE | RISULTATO DI ESERCIZIO | SITUAZIONE PATRIMONIALE NETTA |
| 2012 | 57.364 | 64.489 | – 7.125 | – 17.394 |
| 2013 | 57.570 | 63.493 | – 5.923 | – 23.317 |
| 2014 | 62.745 | 65.939 | – 3.194 | – 4.812 * |
A consuntivo 2014, occorre precisare che il dato negativo pari in effetti a € 4.812 mln tiene conto dell’importo dell’anticipazione di bilancio di € 21.698 mln ex art. 1, co. 5, legge 147/2013; ovvero del trasferimento della Tesoreria centrale dello stato all’Inps, a titolo definitivo, di € 21.698 mln “al fine di garantire il pagamento delle prestazioni erogate dall’INPDAP”.
Ma, a parte la complessiva gestione triennale in disavanzo – per un totale d’importi, al netto del trasferimento suddetto pari a 16,242 miliardi di euro (7.125+5.923+3.194) -, occorre fare almeno due altre considerazioni:
- nel triennio, la spesa per prestazioni è stata fortemente contenuta proprio a seguito delle disposizioni introdotte dalla citata legge Fornero, che di fatto ha impedito l’accesso al pensionamento a tutti quei lavoratori che, nati dal 1952, in questi anni ne avrebbero maturato il diritto in base ai precedenti requisiti di legge;
- in relazione all’ipotesi di crisi strutturale, questo è il quadro della situazione patrimoniale (dato espresso in milioni di euro) limitatamente alle maggiori gestioni del pubblico impiego, ovvero la CPDEL e la CTPS:
| Situazione patrimoniale 1.1.2014 | Movimento economico dell’anno | Effetti art. 1 co. 5 L. 147/2013 | Situazione patrimoniale 31.12.2014 | |
| CPDEL | – 43.766 | – 5.357 | 8.399 | – 40.724 |
| CTPS | – 15.992 | 0 | 13.299 | -2.693 |
E questo, invece, è il dato espresso in milioni di euro relativo alla gestione annuale e separata, limitatamente alle entrate per contributi e alle spese per prestazioni, di entrambe:
| 1.1.2014 – 31.12.2014 | ENTRATE | USCITE |
| CPDEL | 12.723 | 20.007 |
| CTPS | 32.672 | 33.534 |
In base a quest’ultimo dato di riscontro, ragionevolmente possiamo concludere che, almeno per quanto concerne la gestione ex-CPDEL, il suddetto meccanismo “a ripartizione” pare non sia più in grado di garantire equilibrio e soprattutto stabilità al sistema. Se così fosse, dovremmo saperlo!

Una domanda…Siamo sicuri che l’indap, cui tutti i comuni hanno versato il dovuto nei confronti dei dipendenti siano in deficit?
Anche perché come organi dello stato, questi hanno dovuto correttamente versare il dovuto.
Situazione che non lo è nemmeno un po per quanto riguarda gli statali, cui come sappiamo lo stato non ha mai versato nulla.
Articolo molto interessante….ed anche preoccupante !!! Bisogna intervenire “tagliando”, in modo legale, le alte pensioni d’oro e d’argento dei dirigenti pubblici, oltre a vitalizi, benefit, ecc
E allora l’estensore dell’articolo cosa propone?