Nella presentazione dell’opuscolo Firenze Sport Disabili, del maggio 1994, il Presidente Nevio Massai, ripercorrendo le tappe della storia della Polisportiva Handicappati Fiorentini (PoHaFi) dice: “La mentalità diffusa era quella di considerare l’handicappato come bisognoso di assistenza, di cura, da ghettizzare piuttosto che inserire nella vita sociale”.
A distanza di anni, si deve purtroppo riconoscere che, nonostante alcuni significativi progressi fatti, i disabili rimangono, nella nostra società, ancora relegati ai margini della vita sportiva, sia per nostra ignoranza che per le poche attenzioni loro riservate da tutti noi, mass media compresi.
Adesso, è veramente giunto il momento di cambiare rotta.
Innanzitutto, tutti noi dovremmo cercare di vedere e trattare i disabili più come nostri simili, mentre le istituzioni dovrebbero impegnarsi maggiormente a sostenerne le attività, sia sul piano economico che su quello sociale, favorendo nelle persone un cambiamento ed una crescita culturale più consapevole e responsabile riguardo al loro status ed ai loro problemi.
Un contributo importante, a questo proposito, viene dalla Convenzione tra la PoHaFi e l’Università di Firenze, la quale prevede una serie di approfondimenti delle attività sportive per disabili, tenute dal Presidente della PoHaFi Nevio Massai agli studenti dei corsi di medicina.
Il sostegno alle attività sportive dei disabili, inoltre, si rende oggi più che mai opportuno e necessario, in considerazione degli importanti risultati raggiunti da tutte le associazioni sportive e dalla PoHaFi in particolare, anche a livello internazionale, in quanto esse stanno ormai diventando una presenza sempre più qualificante e significativa dello sport in genere, anche nella nostra città, cui però spesso non viene dato il giusto riconoscimento.
Un ulteriore elemento che svilisce il lavoro svolto dalle associazioni sportive disabili è costituito, poi, dal fatto che esse non sono ancora completamente integrate tra di loro. Questo accade anche nel nostro territorio, dove sono presenti cinque associazioni, ognuna delle quali ha una propria organizzazione, una propria sede e si dedica, in maniera autonoma, a specifiche attività sportive a favore dei propri associati: la PoHaFi, già citata, svolge una intensa attività nei settori del tennis da tavolo, del tiro con l’arco, delle bocce, del nuoto e della pesca sportiva; il Centro ELISA offre ai propri associati corsi di equitazione; la Polisportiva Silvano Dani si dedica agli sportivi non vedenti; l’associazione Wheelchair basket, opera nel settore della pallacanestro e infine il il Gruppo sportivo Unità Spinale presso il CTO nella riabilitazione e promozione all’attività sportiva per soggetti con lesioni spinali.
Questa frammentazione e scarsa integrazione fra le associazioni sportive dei disabili è, senza dubbio, un elemento di debolezza per l’intera categoria, in quanto non consente di sfruttare in modo efficiente le risorse umane, materiali ed economiche a loro disposizione, per la verità ancora molto esigue.
Non vi è integrazione, inoltre, con le associazioni sportive di altre categorie: in questo modo i rapporti interpersonali si sviluppano esclusivamente all’interno del proprio ambiente non favorendo la maturazione culturale nelle persone né la crescita di un diverso atteggiamento verso i disabili, che sono condizioni essenziali per poter realizzare l’effettiva parità di status tra gli individui.
La frammentazione dei gruppi sportivi, poi, genera una dispersione di sedi nel territorio, con conseguente ed inevitabile duplicazione dei costi per il loro uso e funzionamento. Questo fatto ha maggiori ripercussioni sulle associazioni sportive più piccole, come la PoHaFi, in quanto destinatarie di minori risorse finanziarie, con la conseguenza che, in molti casi, si vedono inibita la possibilità di svolgere anche il minimo dell’attività o di partecipare a competizioni, sia locali che nazionali o internazionali. A ciò si deve anche aggiungere il fatto che, lo spostamento di atleti disabili richiede condizioni particolari, specialmente per le lunghe distanze, qualunque sia il mezzo di trasporto utilizzato. Nel caso dell’aereo, poi, vi sono problemi notevoli, in quanto è necessario un accompagnatore per ogni disabile e, comunque, le compagnie aeree concedono solo alcuni posti limitati: naturalmente questo comporta che, nel caso siano coinvolti molti atleti disabili, devono essere utilizzati più voli ed in giorni diversi, con maggior dispendio di energie e risorse economiche, che non tutti possono permettersi di accollarsi.
L’organizzazione delle stesse manifestazioni sportive, inoltre, richiede spesso l’impiego di notevoli risorse finanziarie che queste associazioni sportive non hanno o non sono in grado di mobilitare. Una alternativa possibile, rispetto ai pochi fondi loro riservati dalle istituzioni pubbliche, potrebbe essere quella di ricorrere agli sponsors privati; tuttavia, in molti casi questi ultimi non hanno sufficiente interesse alla promozione di queste attività sportive in quanto non garantiscono un sufficiente ritorno economico.
Esistono, poi, anche problemi di carattere logistico per la pratica delle attività sportive da parte di molti disabili, rappresentati dal fatto che le stesse associazioni non sono sufficientemente conosciute dagli stessi cittadini, né sono facilmente raggiungibili con mezzi pubblici, né tantomeno le stesse possono fornire servizi di accompagnamento e assistenza o offrire ampi spazi per lo svolgimento delle varie discipline sportive. Per cui la loro pubblicità è affidata, ancora quasi eslusivamente, al passaparola, mentre solo coloro che possiedono mezzi propri o importanti risorse economiche possono permettersi di svolgere attività ludiche.
Un primo passo per la soluzione di alcuni dei problemi prospettati, potrebbe già venire nel corso di quest’anno con il completamento della nuova sede della PoHaFi, localizzata nel Quartiere dell’Isolotto – Legnaia, che dovrebbe fornire un ambiente più accogliente, un maggiore spazio per le attività sportive e garantire una migliore visibilità e conoscenza per gli stessi utenti.
by Picche

l’impegno di POHAFI porta benefici a tutti disabili e non. sosteniamo queste iniziative inmodo concreto col 5/mille per esempio noncosta niente, e fa tanto
Grazie dell’articolo per aver centrato gli obbiettivi sia della attività che svolgiamo sia quelli delle difficolta in cui ci dibattiamo: Speriamo che il tutto faccia breccia nella cittadinanza, nei Politici, nei Mas media ed in particolare fra i diversamente abili che possono avere un ritorno di vita e tante valenze nella prayica delle sport.
Encomiabili. Chi partecipa – gli atleti… – e chi organizza – i dirigenti.
Anche i nostri sportivi milionari dovrebbero far tesoro di questi sacrifici