A Napoli, gran parte della società civile rivendica il diritto alla salute, al benessere, a una vita qualitativamente migliore. Cerca con i suoi strumenti di farsi sentire dalle istituzioni ed è pronta a contribuire attivamente per intervenire laddove c’è bisogno, per ascoltare proposte nuove di miglioramento. Quindi, è ora di finirla con quest’icona del napoletano, soggetto passivo, individualista e menefreghista! Forse questo può valere per una certa frangia di persone, che si ritrovano dappertutto, e quindi non generalizzabile a una sola città. Napoli non è “Un paradiso abitato da diavoli” E’ solo una città da sempre abbandonata dalle istituzioni, che però quando riceve segnali chiari si mobilita, e anche con grande passione.
Quando la cittadinanza di Napoli è chiamata a partecipare, accorre numerosa e esige un’informazione più completa da parte degli organi di informazione e da chi è addetto a farlo. Come è successo in occasione dell’assemblea pubblica su “il problema dei rifiuti”, organizzata dalla “Rete della Sanità” (unione di liberi cittadini che vogliono migliorare il quartiere) e dalla terza Municipalità, nel salone della Chiesa di Santa Maria della Sanità alla quale sono intervenuti Padre Alex Zanotelli, Alfonso Principe, presidente della terza Municipalità e il comitato allarme rifiuti tossici.
Lo scopo di quest’assemblea era di invitare la cittadinanza ad intervenire, affinche avesse informazioni precise sul problema dei rifiuti. Le persone sono intervenute numerose, provenienti non solo dal quartiere Sanità, ma anche da altre zone del centro. Hanno rivendicato un’informazione più corretta e non si sono limitate a lagnarsi ma a fare tesoro dei rimedi da prendere in questa situazione di emergenza per la salute di tutti.
Come ha detto padre Alex Zanotelli: “il problema dei rifiuti è un problema planetario, Napoli è solo la punta dall’iceberg” e ha spiegato la pericolosità di sversare rifiuti nelle aree agricole, che raggiungono elevati livelli di tossicità, tanto da essere responsabili dell’aumento di tumori, malformazioni e danni biologici ai prodotti dell’agricoltura che arrivano sulle nostre tavole.
Anche bruciare i rifiuti, attraverso gli inceneritori, produce, malattie mortali.
Un rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità, ha considerato Napoli, una delle città dove ci si ammala di più di tumore Per far fronte a questa situazione di emergenza, Zanotelli propone la raccolta differenziata dei rifiuti: cioè dividere i rifiuti umidi da quelli secchi come la plastica e la carta, tra l’altro ci sono molte industrie napoletane che riciclano la plastica e sono costretti a prenderla dall’estero, perché i rifiuti prodotti a Napoli sono sversati nelle aree agricole. Con la raccolta differenziata, fatta porta a porta, con l’aiuto di operatori che spiegherebbero al cittadino come farla correttamente, affinchè i rifiuti umidi possano essere utilizzati come concime per i campi e quelli secchi utilizzati dalle industrie per il riciclaggio, Napoli potrà risolvere uno dei suoi problemi più urgenti.
Paulette Ievoli

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