Sono numerosi gli aneddoti pervenutici sui guappi di sciammeria, noti per la galanteria, a volte persino eccessiva, che li caratterizzava.
È il caso di Don Nicolino, invaghitosi perdutamente di Margherita Parodi, attrice teatrale della compagnia di Federico Stella. Per esprimere la propria ammirazione, il guappo era solito inviarle qualche fascio di rose, da cui sbocciava un piccolo bocciolo di rubini. Incurante dell’indifferenza della giovane che più volte aveva rifiutato i doni ricevuti, Don Nicolino l’aspettava quasi ogni sera all’uscita del teatro San Ferdinando e la seguiva fino a casa sul suo calessino. Si illudeva, così, di farle cosa gradita, essendo le strade a quell’epoca mal illuminate.
Al contrario, le sue continue premure infastidirono l’attrice che, senza perdersi d’animo, chiese aiuto a Donna Carmela, “a barbera” di Porta Capuana. Si trattava di una sorta di “capintrino” delle donne, una figura che, pur non facendo parte di alcuna organizzazione, fungeva da tramite fra le famiglie.
E fu proprio grazie all’intervento di Donna Carmela che la giovane poté liberarsi di Don Nicolino. La sera seguente, infatti, la Parodi fu scortata fino a casa, nei pressi del Teatro San Ferdinando, da un gruppo di dodici uomini che, giunti davanti all’abitazione, la salutarono rispettosamente per poi andarsene.
Lo stratagemma ebbe un effetto immediato sul guappo che da quella sera rinunciò, suo malgrado, a molestare la sua attrice prediletta.
Monica Florio

Lascia un commento