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Aspettando la svolta

di Tommaso Sessa | 16 Marzo 2014

Se Renzi ha individuato coperture per 20 miliardi, vada avanti rapidamente e se così non fosse vada avanti lo stesso e, soprattutto, si accerti che ci sia una forte accelerazione per i pagamenti dei debiti dello Stato e delle Regioni alle aziende fornitrici e creditrici.

aspettandolasvoltaIl Presidente del Consiglio dice di aver trovato 20 miliardi ma ne utilizzerà solo 10. Se la prende con i burocrati e i frenatori del Tesoro, che fanno del tutto per rallentare la sua azione di governo. Condivido quanto gli scrivono Giavazzi e Alesina questa mattina nell’editoriale del Corriere della Sera per cui: “Renzi sbaglierebbe se chiedesse ai ministri di spesa e ai burocrati dei ministeri a quanto ammontino i tagli di spesa realizzabili e poi, sulla base di queste informazioni, decidesse la misura della riduzione della pressione fiscale”. L’ex sindaco di Firenze deve fare esattamente il contrario e cioè decidere la manovra e poi ordinare alle amministrazioni di procedere ai tagli necessari per assicurare le coperture. Stessa atteggiamento deve avere nei confronti con Bruxelles ove fosse necessario non rispettare il parametro del 3%. La cosa essenziale che Renzi deve tenere a mente è la previsione dell’Ocse di una crescita dello 0,7 del Pil nel primo trimestre di quest’anno, con una brusca caduta a partire già dal secondo trimestre. Se si vuole smentire questa brutta previsione non basta la sola manovra sull’Irpef, che vale un incremento del Pil dello 0,3%, mentre il taglio del 20% dell’Irap (7 miliardi) vale la crescita di un punto di Pil e, contestualmente, la stabilizzazione dei livelli occupazionali. Per questo, se Renzi ha individuato coperture per 20 miliardi, vada avanti rapidamente e se così non fosse vada avanti lo stesso e, soprattutto, si accerti che ci sia una forte accelerazione per i pagamenti dei debiti dello Stato e delle Regioni alle aziende fornitrici e creditrici. Fondamentale per la crescita economica è, in questa fase, una iniezione di almeno 50 miliardi di liquidità. Solo per questa via c’è la speranza di avere una crescita nel 2015 di due punti di Pil. C’è, nei confronti di questo governo e di questo Presidente del Consiglio, una grande aspettativa e sarebbe un vero disastro se dovesse andare delusa. L’Italia deve “RISALIRE” perché “L’ITALIA C’È”. Il prossimo 11 maggio a Roma “RISALIRE” e “L’ITALIA C’É” in un convegno illustreranno al Presidente del Consiglio un vero e proprio programma per i prossimi tre anni. I temi del convegno saranno: Rilanciare L’Italia, Cambiare L’Europa, Governare la Globalizzazione. Sono previsti gli interventi di: Guido Salerno Aletta, Andrea Monorchio, Paolo Savona, Giuseppe Guarino, Antonietta Lazzaruolo e Giulio Sapelli. Inoltre saranno invitati ad intervenire i responsabili economici del PD, di FI e di NCD e tutte le associazioni che vorranno aderire. Di tutto questo vi informeremo più avanti in modo dettagliato e solleciteremo la vostra adesione.

Pubblicato in : Primo piano

Info Tommaso Sessa

Presidente nazionale di Risalire Italia

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