Arsenico, lanciafiamme e vecchi merletti
Certo è che le manovre, fuori e dentro “il palazzo” sono iniziate. Vedremo anche in questo caso, e ben presto, se il lanciafiamme non sia in realtà una pistola ad acqua.
Se non ci fosse in giro uno come Massimo D’Alema, andrebbe perlomeno inventato.
Nell’ora della debacle annunciata del giovin rottam’attore, la zampata del politico di razza non si è fatta attendere. Antipatico, indisponente, egocentrico come pochi, il rottamato ex PdC non si è dato per niente all’ippica, a cattedre di prestigio o a fantomatici esili africani. E’ sempre lì pronto a fare cose e a vedere persone. Si occupa d’Europa e di universo Mondo, ma nella realtà gli sviluppi politici italiani restano il pane quotidiano. Se non fosse vera la faccenda dell’intervista fantasma a Repubblica (oddio qualche dubbio che l’anziano Barbapapà avesse cambiato spalla alla sua spingarda, ci è venuto) si sarebbe potuto pensare appunto, che la faccenda fosse stata ben congegnata, tra piazza Farnese e via Colombo, per preparare la spallata al Teddy nostro, il giovin sindaco che credeva di essere il presidente Roosvelt. Vecchi merletti e trucchetti che nel bene e nel male hanno da sempre caratterizzato la scena politica nazionale. E non solo. Tra pochi giorni, gli esiti dei ballottaggi ci diranno di più. Certo è che, in un paese normale, ammesso e non concesso che il Renzi PdC non abbia colpe sulla catastrofica debacle del PD (e della annunciatissima e mancatissima ripresa dell’Italia); fuori da ogni ragionevole dubbio al Renzi segretario, non resta che annunciare le proprie dimissioni e indire, come ultimo atto dovuto, il congresso anticipato. Una maniera chiara oltretutto, per tentare di mantenere a galla il suo Governo, almeno fino alla boa del referendum costituzionale. Certo è che le manovre, fuori e dentro “il palazzo” sono iniziate. Vedremo anche in questo caso, e ben presto, se il lanciafiamme non sia in realtà una pistola ad acqua. Sul fronte socialista dissidente di Area Socialista (dove si è dimostrato ben più coraggio della incerta sinistra-dem) la vicenda d’alemiana ha portato una imprevista notorietà a livello nazionale e, hai visto mai, una volta appassito il “giglio magico” la cosa non sia propedeutica ad un nuovo protagonismo dei socialisti storici, sia in ipotesi di ricongiungimento della famiglia aderente al PSE con un PD profondamente rinnovato nei modi, negli incarichi e nelle alleanze, sia in caso di scissione dello stesso PD, dove si potrebbe riformare un nuovo partito di discrete dimensioni, ancorato chiaramente al socialismo italiano ed europeo. Nel frattempo partecipare attivamente ai comitati per il NO alla “deforma costituzionale” è di vitale importanza per rimettere al centro della vita democratica del paese un fronte eterogeneo ma unito contro il pericolo di deriva plebiscitaria in atto. I cittadini/elettori hanno già dato un segnale abbastanza chiaro di voler cambiare verso col voto alle amministrative. Nei prossimi mesi c’è da starne certi, assisteremo al tribale, barbaro e inevitabile rituale delle bastonate al cane che affoga. Un pensiero mi solleva un po’ da questa triste realtà. Quando tra Palazzo Vecchio, via di Novoli 26 e via Cavour 2 nessuno si ricorderà più di Matteuccio nostro, del Lotti, di Nardella e della Maria Etruria, Eugenio Giani continuerà a scorrazzare leggiadro tra i palazzi fiorentini sfoggiando l’eterno sorriso da bravo ragazzo e l’immancabile fascia tricolore. I veri fuoriclasse non si rottamano. Mai.

certo se non son contro non si vogliono!!!!
Chiamare “politico di razza” un sabotatore vuol proprio dire che l’odio acceca