
Un grande Teatro autobiografico reale e mentale: così si rivela la ricerca artistica che appartiene ad Arnaldo Pomodoro, celebre scultore del panorama artistico internazionale al quale Fendi dedica una importante mostra retrospettiva.
Sino al I ottobre visibili al Palazzo delle Civiltà a Roma (Eur) in mostra una selezione di opere –dagli anni Cinquanta al Novanta- assieme ad un nutrito numero di materiali comprendenti disegni, bozzetti, progetti, derivanti dal suo archivio milanese a disposizione del pubblico.
La messa in scena delle sculture di Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926) è introdotta da quattro grandi opere poste in spazi interni che esterni del Palazzo delle Civiltà, sede dal 2015 del Quartier Generale Fendi. Si tratta de le ”Forme del Mito “del 1983,”Il Potere” Agamennone, “L’Ambizione” Clitennestra, “La Macchina ”Egisto, “La Profezia ”Cassandra, realizzazioni queste ultime tratte dalle macchine create per i cicli teatrali dell’artista Emilio Isgrò, ispirato all’ Orestea di Eschilo, per lo spettacolo a Gibellina distrutta dal terremoto del Belice.
Il percorso si snoda successivamente con le sculture intitolate “Le Battaglie” di colore nero antracite e “Movimento in piena aria e nel profondo”di colore completamente bianco. Ed ancora, “la Grande Tavola della Memoria” del 1959-1965 accanto ad una riflessione sul “Bassorilievo “.Pomodoro, 97 anni da sempre attua prolificamente, un linguaggio artistico ed espressivo che sconfina dall’arte alla moda, dal teatro alla scenografia sino ad inglobare l’architettura :sotto il segno dell’incessante “dialogo tra le arti”.
Il Palazzo delle Civiltà chiamato anche Colosseo Quadrato- un’architettura simbolo del Modernismo e del razionalismo italiano- è un’opera dalle molteplici prospettive visuali. Ideali per ospitare soprattutto la scultura. In questo eccezionale contesto l’arte di Pomodoro s’inserisce alla perfezione ed è così che ha luogo un fantastico dialogo tra arte e architettura.
La mostra organizzata da Fendi è stata realizzata con La Fondazione Pomodoro, Milano.
Laura Novello



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