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Antisemitismo: un Pd diverso è una pia illusione

Stucchevole, inutile, fastidiosa la polemica sul voto contrario del PD alla cosiddetta proposta di legge sull’antisemitismo. Così come è grottesca questa menata se l’antisemitismo sia di destra o di sinistra. L’antisemitismo esiste da molto prima della destra e della sinistra. Ed esisterà ancora – a patto che continuino ad esistere gli ebrei – quando destra e sinistra saranno state dimenticate.

di Tommaso Ciuffoletti | 26 Settembre 2026

Stucchevole, inutile, fastidiosa la polemica sul voto contrario del PD alla cosiddetta proposta di legge sull’antisemitismo.

Così come è grottesca questa menata se l’antisemitismo sia di destra o di sinistra. L’antisemitismo esiste da molto prima della destra e della sinistra. Ed esisterà ancora – a patto che continuino ad esistere gli ebrei – quando destra e sinistra saranno state dimenticate.

Gli ebrei hanno ucciso il figlio di Dio, sono coloro che hanno diffuso la peste nera, bevono il sangue dei bambini cristiani, sono quelli che hanno inquinato la razza ariana e degenerato la cultura tedesca, nascondono oro in una sacchetta segreta che in genere portano al collo ed è solo un assaggio.
Sono maligni fin da bambini, perché prima ancora di essere allevati al male, loro al male appartengono.
Sono quelli del giudeo-bolscevismo, ma curiosamente anche quelli del complotto giudo-pluto-massonico.
Ah e ovviamente “non si integrano mai davvero”.

Gli ebrei sono quelli del genocidio, genocidio, genocidio ripetuto come un mantra a cui è vietato sottrarsi. Genocidio, genocidio, genocidio e se ti sottrai al mantra allora vieni additato e anche tu sei colpevole di genocidio, genocidio, genocidio. È un dispositivo ghettizzante, che attiva subito una postura aggressiva e violenta da parte di alcuni, silenziosamente compiaciuta da parte di altri, intimorita da parte di altri ancora, che a quel punto preferiscono fare finta di nulla per quieto vivere e alla fine un po’ lì potresti pure capire.
E non importa se ci possono essere obiezioni alla tesi del genocidio. È genocidio, genocidio, genocidio.

Del resto quel piccolo, ma brillante manuale pratico della retorica dell’odio, scritto qualche tempo fa da Ilan Pappè e Noam Chomsky ha anticipato e istruito il linguaggio dell’odio, preparando per tempo la grammatica che oggi si è imposta.
Una ripetizione ossessiva e goebbelsianamente efficace di una serie di parole di ordine (a partire proprio da genocidio, genocidio, genocidio), che ha istruito l’avanguardia e armato le parole preparandole al conflitto attuale. Stravincendolo. “On Palestine” è del 2015 ed è un testo mirabile per come ha costruito il vocabolario dell’odio di oggi, quando si tratta di Palestina sui nostri media. Un contributo occidentale (parzialmente) originale a ciò che altrimenti sarebbe la replica di un armamentario retorico del tutto preso in prestito dalla propaganda del peggio delle elite arabe mussulmane.

Per qualche breve decennio del secolo scorso, dopo le vicende nazionalsocialiste tedesche, l’antisemitismo è stato passato come tabù. Con una banalizzazione di prospettiva e con un po’ di comoda propaganda, è passata anche l’idea che l’antisemitismo dovesse essere di destra (e la difesa degli ebrei fosse di sinistra).
C’era anche chi ci credeva in buona fede. Penso ad un compagno come Furio Colombo, che non si dava pace di come la sua sinistra odiasse profondamente Israele. Nonostante quel popolo (quello della sinistra italiana) gli mostrasse ad ogni presentazione del suo libro ‘La fine di Israele”, come fosse bravo, quel popolo, ad usare tanti argomenti e artifici retorici dell’antisemitismo promosso dalle elite arabe (quelle che, per farla breve, hanno agganciato temi dell’antiebraismo religioso alla necessità di legittimare il proprio potere facendosi campioni dell’antisionismo).

Per non parlare del fecondissimo filone dell’antisemitismo cattolico e cristiano. Che poi è il portainnesto di quello raffazzonatamente razzista nostrano, quello del razzismo fascistoide.
In effetti l’antisemitismo è come un grande albero, con tanti rami innestati che si allargano in una folta chioma, ma con una radice comune.

Che poi è quella di ogni razzismo. La facilità. La facilità con cui si può odiare l’altro al momento in cui si costruiscono ragioni sufficienti. E proprio perché è così facile odiare l’altro, non importa che quelle ragioni siano delle menzogne.

A diffondere la peste nera fu un batterio chiamato Yersinia pestis, che se ne stava tranquillo in qualche steppa asiatica a colpire roditori delle praterie, finché non passò all’uomo grazie all’aiuto delle pulci, mutò per passare da uomo a uomo e risalendo lungo la via della Seta, arrivò fino in Europa.
Yersinia pestis era il nome del responsabile, ma chi lo sapeva? E allora perché non dare la colpa agli ebrei? Much easier. Dire che avvelenavano i pozzi. Di notte. Con veleni nascosti nei loro templi satanici.
Non importava che anche gli ebrei si ammalassero di peste e morissero come chiunque. La tesi era semplice, additava qualcuno, un gruppo, sufficientemente riconoscibile. Colpevole di una cosa aberrahte. Per nessuna altra ragione che l’odio che li caratterizza da sempre. O magari per poter poi rubare gli averi di coloro che morivano. In ossequio alla loro ben nota avidità.

E allora dagli all’ebreo. Pubbliche esecuzioni, linciaggi di uomini, vecchi, donne, bambini. E che non vuoi fare un linciaggio al momento che questi ci hanno portato la peste?
E allora anche oggi, se uno aggredisce un ebreo, il problema è uno schiaffo ad un ebreo o i 20.000 bambini uccisi a Gaza? Il problema è una frase antisemita o un genocidio, genocidio, genocidio? Anche troppo poco uno schiaffo! E a ben vedere chi se ne incarica non è da condannare. È anzi chi ha più coraggio e senso civico (ed ecco perché poi trovi a scrivere certe uscite sui social, non i più classici profili dei fanatici, ma soprattutto chi non t’aspetteresti).
E no, questo dispositivo speciale non si applica ad altri. Non funziona con i russi. Non funziona con i bengalesi. Non funziona con i ruandesi. Non ha mai funzionato con i serbi, per dire. Ma funziona perfettamente con gli israeliani … ebrei.

Ma insomma, per farla breve, prendersela con Schlein se voterà e farà votare il suo partito contro questa legge è veramente esercizio per sciocchi o per furbi. Schlein non è una causa, al massimo una conseguenza.
E al suo posto chiunque dotato di senno voterebbe contro quel provvedimento.

Chi va dicendo “sarebbe una frattura insanabile” è chi di ste fratture insanabili ne ha già menzionate svariate, nel corso di una carriera che proprio il partito che oggi guida Schlein gli ha permesso di compiere non senza ricompense.
Poi per carità, ci sono invece tanti che sinceramente vorrebbero un PD diverso, ma mi pare una pia illusione.

Il PD è un partito la cui inconsistenza morale è tale da essere composto di persone che come leader vorrebbero Giuseppe Conte, che è il volto plastico del qualunquismo, del vabbenismo, del queste sono le mie idee e se non vi piacciono ne ho altre.
L’elettore medio del PD è uno che si vorrebbe liberare anche del poco residuo di idee che si porta dietro, per mera eredità e non altro, ed abbracciare finalmente quello che, non avendone alcuna, può governare con Salvini e poi farti la morale sulla vita umana senza nemmeno modulare diversamente il tono della voce. E tu che rimani affascinato da quell’alta morale e guai se gli fai notare la comicità della cosa.

Il PD è quel partito dove un consigliere comunale di Cagliari e membro della Direzione Regionale del partito ha scritto – sotto ad un post già molto violento dove Piero Fassino veniva indicato come “consumatore abusivo di ossigeno” – che “ad ammazzarlo (Fassino) non si fa peccato”.
Il partito non ha preso alcun provvedimento, ma certo qualche timida notazione rispetto a forse un’eccessino verbalino … ma Carta ha replicato duro e puro:
“A chi oggi mi chiede conto di quelle parole, rispondo con la coerenza di una storia politica lunga quarant’anni, che affonda le radici nel cattolicesimo democratico e si sviluppa nell’area democratico-progressista. Una storia che testimonia il mio rispetto incondizionato per la vita umana”.
Incondizionato tanto da considerare non solo che sia opportuno ammazzare Fassino, ma in ossequio alle radici che affondano nel cattolicesimo democratico, a farlo non si compia nemmeno peccato.
Al che forse qualcuno ha detto a Carta che magari … un zinzino meno … E allora Carta spiega che il suo era un commento “dai toni volutamente surreali e iperbolici, tratto da un vecchio adagio milanese (sì, ha detto che era tratto da un vecchio adagio milanese) che usava sempre un mio vecchio capo, per sottolineare l’assurdità di una simile posizione”.
Io ora non vorrei passare dal trattare dell’antisemitismo, al cedere ad un vago anticattolicesimo … ma insomma ….

Nessuno ha tuttavia pensato che fosse il caso di sanzionare Carta all’interno del partito.
A differenza di quanto invece fatto con una esponente friulana dello stesso che aveva tirato in ballo le responsabilità di Hamas rispetto alle morti di molti palestinesi. A lei fu immediatamente tolto il ruolo di portavoce delle donne del PD o qualcosa del genere.

Insomma, la sto facendo troppo lunga. Giù le mani da Schlein! Giù le mani dal PD! Lo dico convinto, lo dico sincero. La legge sull’antisemitismo non è liberticida o altro. È semplicemente inutile. Come lo sarebbe qualunque norma di una transeunte Repubblica istituita qualche decina di anni fa, al cospetto di un pregiudizio che invece vive e si riproduce da millenni.

Tommaso Ciuffoletti

Pubblicato in : Editoriale

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Nacqui. E questo è quanto.

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