
L’assemblea delle nazioni unite ritrae plasticamente l’evoluzione dello scacchiere internazionale con due soli autentici protagonisti Trump e XI, America e Cina. La Russia è scomparsa sotto l’ombra della guerra in Ucraina, conque anni per non concludere niente. Al Cremlino strepitano, nessun negoziato dicono e giustamente. Mai nessuno negozia da una posizione di debolezza. Semmai è Zelensky quello che vorrebbe negoziare. Eppure in Europa c’è chi vacilla, tanto da chiedere di individuare un negoziatore unico con la Russia. Ancora c’è chi ritiene Putin un interlocutore senza rendersi conto che nemmeno più Trump negozia con Putin. A Mosca Trump ha mandato il capo della Cia a dire che la Russia sta perdendo. In verità la Russia ha gia perso la credibilità di una potenza mondiale.
In Italia il dibattito ha del surreale, con Conte, Salvini e Vannacci che sembrano iscritti alla Afd in Pomerania. Tutti a dire che non bisogna mandare più armi. Infatti l’Italia ha promesso i generatori. Con 5 miliardi di spesa in cinque anni, se l’Italia non vuol più dare armi all’Ucraina, Zelensky se ne farà una ragione. La Germania ne ha dati 40 di miliardi dal giorno dell’invasione e con Kaliningrad al confine sono ancora pochi. La Germania ha i russi in casa e i russi sono rimasti a Berlino sino al 1989. Una Russia che occupava fino a ieri mezza Europa, quando oggi non riesce nemmeno più ha prendere l’Ucraina rappresenta un problema serio.
Non volete armare l’Ucraina? Non potete non riarmare l’Europa. Lasciare l’Europa disarmata sarebbe come mostrare la gola ad un lupo. Anche se in verità si tratta di un topo, c’e sempre il rischio di infezione.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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