Tutte le volte che, pure malvolentieri, seguo il talk show “Annozero”, condotto da Miche Santoro, con la partecipazione di Marco Travaglio, la mente accomuna Santoro con Rigoletto, il buffone di corte del Duca Gonzaga.
Ho la sensazione di vedere il potente Duca di Mantova, i Cortigiani, il Conte di Monterone, mentre era arrestato per aver inveito contro il Duca, che aveva sedotto la figlia e, poi, Rigoletto deridere il Conte e i Cortigiani nel salone del Duca.
Con stupore torna alla mente la maledizione del Conte, al DUCA e in particolar modo a RIGOLETTO, che da quel momento non trova più pace pensando alle sue cattive azioni per far felice il Duca.
Nell’opera drammatica “Annozero”, composta dai poteri forti, Rigoletto, è Michele Santoro, che si pavoneggia quando deride Berlusconi, che reagisce per le menzogne e false accuse intentate a suo carico per farlo fuori dalla vita politica.
Si ascolta l’intervento di Travaglio e si pensa alla fine drammatica dell’opera: La morte di Gilda e il dolore di Rigoletto colpito dalla maledizione del Conte di Monterone.
E’ la fine dei giullari servitori, che per far contenti i loro padroni, offendono maldestramente tutti quelli che sono ritenuti avversari. E Santoro sarebbe Rigoletto di Annozero.
Gli attori del talk show recitano fino alla noia lo stesso rosario recitato da Bersani, D’Alema, Bindi, Veltroni, Rutelli, Franceschini, Casini e dal moralista Fini, che non si dimette da Presidente della Camera per servire bene chi lo ricatterebbe per gli scheletri che egli potrebbe avere negli armadi delle sue abitazioni.
E’ intollerabile che Fini, dopo aver tradito il Popolo Italiano che l’ha votato, dopo aver subito lo smacco del voto del Parlamento, anziché vergognarsi e tacere, continui a chiedere le dimissioni di Berlusconi per la sua condotta immorale pur sapendo, di non essere un buon maestro di moralità.
Il Partito Democratico per nascondere agli Italiani lo spappolamento che è al suo interno, per minimizzare l’accusa rivolta dai giovani ai dirigenti, che per la loro insensata politica hanno distrutto la sinistra, si fa promotore di raccogliere dieci milioni di firme per mandare a casa Berlusconi. Giustamente sostengo i rottamatori del vertice del PD, Berlusconi si manda a casa se lo decidono gli elettori e quando questi si saranno convinti di votare per un’alternativa seria a Berlusconi.
Bersani non connette più. Se egli pensa di poter raccogliere tante firme perché non propone di andare subito al voto popolare? Non può sperare Bersani che siano i magistrati amici a fargli riprendere il potere governativo.
Bersani, D’Alema, Rosy Bindi, Veltroni, Casini, Vendola, Fini si rendono ridicoli quando credono di acquistare consensi popolari difendendo i PM di Milano che stanno indagando su presunti reati di concussione e prostituzione minorile commessi da Berlusconi. Non si rendono conto i signori politici dell’opposizione che sono proprio loro la vera causa della poca stima del Paese verso la Magistratura.
L’ultima delle proposte di Casini offende la sua stessa intelligenza dichiarando di essere disposto a entrare nella maggioranza se Berlusconi si dimette.
Se Casini è un politico serio e ha a cuore i problemi del Paese, deve entrare nella maggioranza, porre i suoi piani per aiutare a salvare l’Italia e andare avanti.
Casini faccia dire a Bersani e a Fini di essere i difensori della magistratura sostenendo il protagonismo mediatico di taluni magistrati affetti da egocentrismo.
I su citati personaggi aiutassero il Capo dello Stato a convincere il CSM di sorvegliare su quei soggetti che per protagonismo alla Di Pietro danneggiano l’immagine, un tempo, nobile della magistratura.
Casini se conserva qualcosa dell’ideologia democristiana non può e non deve allearsi con i comunisti nostalgici stalinisti e meno che mai con i fascisti di cultura dittatoriale, avendo costoro dimostrato che dei veri problemi delle famiglie in stato di povertà e dei giovani trentenni disoccupati non se ne fregano un bel ca…….o.
Casini farebbe bene a non dimenticare le conseguenze disastrose per l’Italia intera, determinate dal processo “Mani pulite”. Bisogna impedire che fenomeni simili si ripetano per la libidine del potere politico.
Domenico Civitano

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