Il ministro dell’ Istruzione se ne va sbattendo la porta e si prepara a dar vita ad un nuovo partitino. L’ ex leghista e conduttore televisivo Paragone viene espulso dai probiviri del M5s e sparacchia ad alzo zero contro Di Maio. Di Battista se ne va in Iran, ma prima di partire si schiera a favore di Paragone. Ogni giorno un parlamentare grillino abbandona il Movimento per aderire al gruppo misto o alla Lega. Mentre esplode la crisi in medio oriente, Giggino, il ministro degli Esteri, prima tace e poi balbetta. Il partito di maggioranza relativa in Parlamento con il 33 per cento conquistato nelle elezioni del 2018 sta trascinando il Paese in una condizione di confusione totale. Ma, malgrado questa situazione di coma, persiste nel voler mantenere gli obiettivi programmatici. Primo fra molti la sciagurata legge che dal primo gennaio ha abrogato la prescrizione. Una legge che rende più incivile l ‘ Italia e che fa brindare tutti i tagliagole giustizialisti. Per non parlare, ahimè, del reddito di cittadinanza, dopo che è emerso che in molti casi la tessera è stata utilizzata per l’ acquisto di bottiglie di champagne. I cantieri rimangono chiusi e le gravi crisi industriali tutte aperte. Il PD cerca di sopravvivere in questo marasma per evitare il voto anticipato e sperando nel 2023 di eleggere Prodi presidente della Repubblica . Pochissimo sol dell’ avvenire e tanto conformismo politico. Ossigeno al centro sinistra potrebbe arrivare da un successo alle regionali in Emilia Romagna. Un po’ di ossigeno ma nessuna soluzione per un conflitto sociale sempre più aspro ed una crisi di legittimità politica sempre più manifesta che rischia di trascinare il Paese in uno scontro di cui non si conoscono i confini.
Roberto Caputo

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