Troppo timide le reazioni delle istituzioni europee di fronte al massacro di Kiev, dove si muore per entrare laddove c’è chi non vede l’ora di uscire: l’Europa.

Ravetto, intanto, racconta a L’Abitacolo e a Bechis che cosa le piace e cosa no di Matteo Renzi come se ce ne fregasse qualcosa, Il Premier incaricato sembra piacerle molto. Perchè è ambizioso. Perchè è decisionista. Per il suo programma: “è quello nostro, di Forza Italia”. Si va in brodo di giuggiole, noi che proveniamo da F.I. fin dai bei tempi del ’94, con la presidenza di un club, militanza pasionaria e un paio di consigliature al quartiere del centro, fino all’avvento del PDL che non abbiamo mai digerito. E i fatti ci hanno dato ragione. Non rinneghiamo e un po’ rimpiangiamo. Eccolo, ora , un deja vue..
Non le piace invece il modo con cui è arrivato a palazzo Chigi e soprattutto come ha formato la squadra dell’esecutivo. In ogni caso molto meglio lui del duo Letta-Alfano che voleva farci morire democristiani. Ravetto racconta anche che il divorzio politico non ha compromesso i rapporti personali con i leader Ncd. Soprattutto con Lupi…
Per distrarsi unpo’ da questi eventi pesantini uno ha cercato conforto nella leggerezza festivaliera. O mondieu, non ne parliamo proprio. No si poteva vedè, all’inizio. Che barba che noia, uno dei peggiori mai visti, o non visti, all’inizio con quei jurassici… ma poi Claudio, Renzo. Santi subito.
Annichiliti da consultazioni pseudotali finte telefonate giuramenti e festivàl, all’inizio passa quasi inosservato ciò che accade intorno a noi , in paesi viciniori… finchè le foto drammatiche ci risvegliano e ci mostrano la vera tragedia.
Troppo timide le reazioni delle istituzioni europee di fronte al massacro di Kiev, dove si muore per entrare laddove c’è chi non vede l’ora di uscire: l’Europa. E siamo consci che l’Europa dei popoli non è mai nata.. e non si comprende come ci sia qualcuno che ancora agogna di entrarci..un bel paradosso. Ora sembra ci siano buoni auspici…. lo scopriremo solo vivendo.
Sul selciato
della piazza
infuocata
bruciano anime
ansiose
di libertà.
Le osserva
il tiranno
impietoso
e chiede vittime
sull’altare
del potere.
La storia si ripete:
la libertà
ha il sapore
amaro
del sangue

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