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Le basi del nuovo accordo politico di governo

di Angelo Giubileo | 23 Febbraio 2014

Sarebbe sostanzialmente giusto appellarlo il “primo governo Renzi”. E tuttavia direi che si sarebbe dovuto trattare  piuttosto di un “Letta-bis”.

governorenziAvevo scritto in un post di sabato quindici febbraio Chi ci salverà dalla ditta Renzi & Berlusconi? Forse Angelino? Basta, torniamo alle urne! Con il proporzionale … Vediamo invece cosa è successo di fondamentale nella settimana trascorsa, che ha portato come tutti sappiamo alla formazione del nuovo governo di Renzi, frutto però di un accordo politico tra gli stessi partiti o formazioni della “vecchia” maggioranza di Letta.

Angelino Alfano correva il serio rischio di far nascere il nuovo governo ed appoggiarne l’azione fino a quando Matteo Renzi non avrebbe poi ritenuto più opportuno sostituirlo con Silvio Berlusconi servendosi, più che avvalersi, di una “nuova” maggioranza utile alla riforma della legge elettorale. Entrambi, facendo peraltro passare Alfano per un “idiota”. A seguire, o no, le altre riforme; che quasi tutti i commentatori ritengono ormai necessarie.

Infatti, al momento del subentro dell’ennesima nuova maggioranza, con il rinnovato amico Silvio, sarebbe stato necessario continuare con le riforme e per prima quella del Senato, ma con una “clausola di salvaguardia ad hoc” sarebbe stato anche possibile andare al voto con la nuova legge elettorale che avrebbe comunque garantito le posizioni pregiudiziali sia dell’uno che dell’altro: Berlusconi & Renzi. A danno certo di Alfano, ma soprattutto del sistema che ne sarebbe venuto fuori, e quindi a salvaguardia dei soliti noti e a danno dei soliti presunti “idioti”, gli italiani.

L’accordo politico su cui si fonda il nuovo governo stabilisce invece che le riforme e necessariamente quella del Senato dovranno precedere l’adozione e l’entrata in vigore della nuova proposta maggioritaria di legge elettorale scaturita dall’intesa tra Berlusconi & Renzi. Come si sa, i tempi, già di per sé solo procedurali, di riforma di norme costituzionali sono piuttosto lunghi ed in tal senso appare pertanto giustificato il 2018 come orizzonte di fine esecutivo. Con la possibilità, che nessuno si augura, che una crisi di governo possa sempre sopraggiungere e decretare l’ennesimo fallimento in materia di riforme necessarie. E l’ipotesi conseguenziale che si possa ritornare al voto comunque con il proporzionale.

Più di un commentatore, all’atto dell’annuncio del nuovo accordo politico sotteso alla formazione del nuovo governo di (una in pratica non nuova) maggioranza, prendendo a prestito le parole del Presidente Napolitano, ha sostenuto che trattasi di un governo che rientra nelle prerogative quasi esclusive del nuovo premier, e quindi sarebbe sostanzialmente giusto appellarlo il “primo governo Renzi”. E tuttavia, considerate le qui brevi premesse, direi che si sarebbe dovuto invece trattare  piuttosto di un “Letta-bis”. Che non è stato possibile, semplicemente perchè lo “smisuratamente ambizioso” fiorentino aveva ed ha imposto a Letta una “clausola di salvaguardia” contenuta nella proposta di riforma della legge elettorale del duo Berlusconi & Renzi, che non ha inteso ritirare prima, ma che ha dovuto ritirare poi, al fine di mettere su un nuovo governo, uno qualsiasi, uno che fosse uno.

Auguri Matteo, se “chi ben comincia è a metà dell’opera”, chi mal comincia …

Pubblicato in : Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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