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Ancora una volta non ci hanno visto arrivare. Elly e Giorgia.

Bisogna ammettere, davanti all’evidenza, che la prima a dirlo è stata la Elly. Una citazione che dimostra il suo livello culturale. La prima donna assurta al vertice del PD.
E la Giorgia, con consueta modestia, sembrerebbe avere  copiato la sua antagonista.

di Carla Ceretelli | 9 Marzo 2023
prima pagina La Repubblica de2 marzo 2023

Bisogna ammettere, davanti all’evidenza, che la prima a dirlo è stata la Elly. Una citazione che dimostra il suo livello culturale. La prima donna assurta al vertice del PD.

E la Giorgia, con consueta modestia, sembrerebbe avere  copiato la sua antagonista.

In occasione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, ha ribadito: “Il fatto di essere sottovalutate è un grande vantaggio, perché spesso non ti vedono arrivare”.

Il concetto è questo, chiarissimo.

Peccato che mentre l’una è una leader di partito senza togliere alcuna  importanza al ruolo, comunque diverso, l’altra è il Capo del Governo, Presidente del Consiglio dei Ministri.

Anche se Schlein  si sente allo stesso livello, almeno dall’aria che si dà e da come si pone.

Ma in realtà  la citazione del Segretario,  poi del Presidente,  ha avuto  lo stesso punto di riferimento: “They didn’t see us coming – La storia nascosta del femminismo negli anni 90″di  Lisa Levenstein,direttrice del programma di studi sulle donne, il genere e la sessualità,  e professore associato di storia all’UNC Greensboro in Carolina del Nord.

La Signora, nonostante donna,  fa le sue belle considerazioni  e  non lascia spazio a chi è il nostro Presidente, anzi la critica,  seppure indirettamente. In modo piuttosto arrogante,  graffiante sperequativo e, direi,  ossimorico.

“Il solo fatto di avere una donna al potere non è necessariamente una vittoria per le donne. Se le donne conservatrici sostengono politiche che danneggeranno attivamente altre donne e i loro figli (cosa che fa la maggior parte dei politici di destra), allora non è una vittoria per il femminismo averle in carica”, ha commentato all’Ansa. Già, per il femminismo, non per la donna.

Non per nulla ha osservato e considerato ,   nel suo saggio,   donne e attiviste, omosessuali, nere, dai margini della società al centro,  e quanto e  come il loro movimento abbia gettato le basi per l’attivismo femminista degli ultimi anni.

Ha ammesso di osservare con curiosità e interesse  le vicende italiane. Ma senza retorica. Se fosse stata retorica che cosa avrebbe detto del nostro Presidente?

Il suo “Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana” lo ha proclamato con grande enfasi  nel 2019, in Piazza san Giovanni a una manifestazione di centro destra. Lo ha  reiterato poi a Madrid in uno spagnolo perfetto , forse con maggiore enfasi  e la locuzione  è  diventata emblematica di una scalata inarrestabile costruita day by day. Con il suo sudio e i suoi appunti presi metodicamenti e sfociati nel quaderno di Giorgia.Una cultura costruita, almeno in parte, da  autodidatta. Chi la conosce, infatti , dice che è una grande sgobbona. Volenterosa e  molto intelligente.

“Sono una donna, amo un’altra donna e non sono una madre. Ma non per questo sono meno donna”. Il segretario PD.

Questa la replica nel comizio finale della campagna elettorale  in Piazza del Popolo.  

Due giovani  donne così diverse, opposte, nel loro essere in privato e in collettività.

 “Underdog” entrambe?  Non pare proprio.  Una sicuramente sfavorita  alla partenza, l’altra protetta da ogni parte, pare plurimiliardaria. Almeno questo narrano i media.

Entrambe “non le hanno viste arrivare”.

Ma anche la Giorgia ha il suo lato  un tantino femminista, che condivido.  L’8 marzo ha auspicato addirittura un Presidente della Repubblica di genere femminile.

Vorrei una vera parità di genere ma non è facile per una donna togliersi di dosso quello sguardo di chi pensa “ora vediamo che cosa sai fare”. Come lei stessa afferma.

La mia personale opinione è che  gli uomini intelligenti guardano la donna come persona, oltre il genere.

PDR? Per ora  non ne vedrei,  all’orizzonte.

Ma non ci possiamo lamentare. Ormai di donne all’apice delle istituzioni ce ne sono davvero tante, in Italia e nel mondo.

A chi  è arrivato fin qui e  mi ha sopportato e supportato , la scelta fra i due modi di essere e di pensare.

Carla Ceretelli

News

Breve notazione  e riflessione di carattere politico.

Sulla terribile  e dolorosa vicenda migranti.

Riguardo al Presidente del Consiglio.

Se non va, perchè non va? E l’opposizione, almeno in parte, la critica aspramente .

Se va, perché ci va?  Ma per fare la passerella dei ministri… A Cutro giovedì. Secondo alcuni.

Questa non è opposizione bensì arroganza e ideologismo all’ultimo stadio.

Speriamo in fase terminale.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, anni 90, campagna elettorale, capo del governo, centro destra, considerazioni, consiglio dei ministri, giovani, governo, importanza, italia, la repubblica, madrid, manifestazione, mondo, movimento, opposizione, pd, piazza san giovanni, presidente del consiglio, presidente della repubblica, repubblica

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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